A scuola solo con la mascherina chirurgica.
Mascherina e scuola è un binomio che ancora fa discutere, e che con molta probabilità sarà destinato a far discutere ancora a lungo.
Il Comitato Tecnico Scientifico ha detto no alla mascherina di stoffa, detta anche di “comunità”.
A scuola si potrà accedere solo con la mascherina chirurgica.
Ieri il Comitato Tecnico Scientifico ha lavorato tutto il giorno sul documento relativo all’utilizzo del dispositivo di protezione da parte degli studenti, i cui passaggi più importanti erano già stati resi noti dal ministero della Salute lunedì sera.
Tra le ultime novità c’è quella di mettere in secondo piano le mascherine di comunità, delle quali nelle scorse settimane si era ipotizzato un utilizzo durante le lezioni.
Gli esperti adesso raccomandano l’utilizzo delle chirurgiche, che vengono unanimemente considerate più sicure, per ridurre la circolazione del virus, anche perché usa e getta.
Si farà affidamento sulle forniture gratuite e giornaliere promesse dal commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri.
Ogni giorno verranno inviate agli istituti ben 11 milioni di mascherine che saranno adatte agli studenti di tutte le età, dai bambini delle elementari ai ragazzi delle superiori.
Sarà compito di ogni singola scuola organizzare la distribuzione in modo tale da non creare assembramenti all’ingresso, e sarà inoltre la stessa scuola ad occuparsi dello smaltimento dei dispositivi a fine giornata.
Le mascherine di stoffa saranno ammesse solo se dovessero sorgere problemi nella fornitura delle chirurgiche.
L’utilizzo delle mascherine a scuola potrebbe dare origine ad un altro problema, ovvero il rifiuto di un alunno ad indossarla.
In vista di questa problematica i vari presidi sembrano voler attuare soluzioni diverse, c’è chi sembra orientato ad attuare provvedimenti disciplinari, che vanno dal 5 in condotta alla sospensione e chi invece è sostenitore di una linea morbida.
Questi ultimi sono convinti che la strada delle punizioni non porterebbe da nessuna parte, e che serve invece un’opera di convinzione e di condivisione.
Per i professori invece il Cts ha dato il via libera all’utilizzo della mascherina per lettura labiale, un dispositivo che permette di leggere il labiale degli insegnanti e facilita la comprensione e il dialogo anche in caso di alunni non udenti.
Il progetto, unico in Italia, delle mascherine trasparenti è stato presentato al team del commissario per l’emergenza Arcuri dall’azienda ‘Under Shield’ di Fontaniva (Padova), che lo ha elaborato insieme all’Istituto per sordi Magarotto di Padova e Roma.
“Il Cts – riferisce all’Adnkronos Salute Paolo Pandin, fondatore di ‘Under Shield’ – chiedeva che questo tipo di mascherine avessero il marchio Ce (che attesta la conformità del prodotto ai requisiti previsti dalle direttive comunitarie) e noi ci siamo adeguati.
La settimana prossima le nostre mascherine trasparenti saranno omologate come dispositivi di protezione.
Siamo quindi pronti a partire con la produzione”.
Il dispositivo farà il suo debutto proprio all’Istituto Magarotto.


