Danilo Toninelli – “Io non mi sono mai innamorato di una persona. Mi sono innamorato di un’idea.
Mi sono innamorato di un Movimento che metteva gli iscritti al centro, che aveva il coraggio dei due mandati, che chiamava gli eletti “portavoce” e non “onorevoli”, che preferiva perdere consenso piuttosto che perdere coerenza.
Se oggi dicessi sempre che va tutto bene, probabilmente avrei ancora migliaia di applausi da quella parte politica. Magari sarei ancora in Parlamento, pronto a fare il terzo mandato.
Sarebbe stata la scelta più comoda.
Io, invece, ho scelto quella più difficile: restare fedele ai valori che mi avevano fatto entrare nel Movimento, anche quando questo significa rimanere da solo.
Oggi non vivo di politica. Non prendo un euro di soldi pubblici. Ho una partita IVA e vivo del mio lavoro.
La mia missione è cambiata. Non è più convincere le persone a votare qualcuno. È aiutare le persone a ritrovare sé stesse, a liberarsi dalle ferite del passato e a imparare ad amarsi per quello che sono, non per il potere che hanno o per il ruolo che ricoprono.
Perché la coerenza, alla fine, non è essere fedeli a un leader. È riuscire a restare fedeli a sé stessi”


