Marco Sarracino – “Alla vigilia del 25 aprile, organizzare a Napoli una manifestazione sulla cosiddetta “remigrazione” con la partecipazione di Luca Marsella — condannato per aver aggredito le forze dell’ordine e noto per aver paragonato l’antifascismo alla Mafia — non è una provocazione qualsiasi. È un affronto.
Un affronto a una città medaglia d’oro della Resistenza, alle Quattro giornate, alla sua storia e alla sua identità democratica. Napoli non dimentica le proprie radici.
Sarebbe gravissimo, dunque, se esponenti delle istituzioni scegliessero di partecipare e legittimare un evento che non solo mette in discussione diritti fondamentali e principi costituzionali, ma che vede sul palco chi si autoproclama fascista senza pudore.
Tra i partecipanti infatti figura anche Gennaro Sangiuliano, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Campania ed ex ministro del governo Meloni che su quella Costituzione — nata proprio dall’antifascismo — ha addirittura giurato.
Nelle scorse settimane sono stato sospeso per cinque giorni dal Parlamento, insieme ad alcuni colleghi, per aver impedito l’ingresso alla Camera a Marsella e ai suoi.
Lo rifarei altre mille volte. Era mio dovere difendere la sacralità del parlamento e i suoi valori. Soltanto poche ore dopo, lo stesso Marsella ha avuto l’ardire non solo di paragonare l’antifascismo alla mafia ma anche di accusarci di essere i mandanti morali dell’omicidio di Quentin Deranque, giovane militante dell’estrema destra francese.
Di fronte a tutto questo, mi aspetto che Sangiuliano e le altre figure istituzionali coinvolte non solo prendano le distanze da simili affermazioni, ma abbiano la coerenza di non condividere un palco con chi, ancora oggi, si dichiara fascista”


