Vedere i vigili urbani in città è diventato un privilegio, ma il “capo” per accontentare “qualcuno” li mette a guardia dei binari ferroviari in attesa che passi il treno turistico Avellino – Rocchetta Sant’Antonio, sacrificando uomini e risorse, già sotto organico, che potrebbero essere utili in città.
All’interno del comando della Polizia Municipale di Atripalda, la situazione è ormai fuori controllo.
Farebbe bene, colui che quel corpo lo comanda, a prendere coscienza degli errori multipli commessi nel tempo.
Si può fare di tutto, come mettere un operatore della Polizia Municipale al servizio di accompagnamento a due delegati dell’Alto Calore (azienda privata), per la verifica di presunte utenze morose da parte di commercianti o privati cittadini, (quale sia poi la funzione della divisa municipale in quest’occasione, qualche grande scienziato amministratore dovrà prima o poi spiegarlo).
Si può dire il contrario di tutto, ad esempio che le telecamere posizionate all’interno e all’esterno di palazzo di città non erano funzionanti, oppure, inventarsi servizi che non competono al personale della Polizia Municipale, come la viabilità in orario notturno 18,00 – 23,00 durante manifestazioni organizzate da privati. Ed ancora, i verbali su commissione…
l presidio di “guardia” effettuato dal personale della Polizia Municipale in prossimità dei passaggi a livello incustoditi della linea ferroviaria, che passa da C.da Savoroni, via Pietramara, Comunale Cerzete, via Serino e Via Cesinali, ci risulta, da fonti delle Ferrovie delle Stato, non competere agli uomini sotto il comando del Dott. Domenico Giannetta.
Il comandante, fresco di promozione a capostazione, pervaso dal solito delirio di onnipotenza, assomiglia sempre più ad una figura della Roma papalina del 1809, il marchese Onofrio del Grillo, film del 1981 del Maestro Mario Monicelli, magistralmente interpretato da Alberto Sordi.
Il nobile romano alla corte di Papa Pio VII, si divertiva a fare di tutto a tutti, forte del suo titolo e delle sue importanti amicizie.
Il giovane marchese si prendeva gioco delle istituzioni ed ostentava il suo potere a chi occupava una posizione marginale nella società di quel tempo, fino a sbeffeggiare ed umiliare poveri cristi, pronunciando la fatidica frase:
Mi dispiace ma io so’ io e voi non siete un cazzo!
Detto ciò, ci auguriamo che nella città del Sabato non si arrivi ad un remake del film in chiave moderna, anche se il tutto fa supporre che non siamo molto lontani.
Tuttavia, il servizio di guardia alla linea ferrata, come ci è stato dettagliatamente spiegato da un Funzionario delle FS, che preferisce rimanere anonimo, “deve essere necessariamente svolto o da personale delle Ferrovie dello Stato, oppure da forze di Polizia delegate alla sicurezza e preventivamente autorizzate. La Polizia Locale, Le assicuro, non può effettuare tale mansione”…


