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14 Aprile 2026
Ultima pubblicazione: 14 aprile 2026 18:20:52
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57ENNE VOLEVA MORIRE IN DIRETTA FACEBOOK

57enne voleva morire in diretta Facebook.

Voleva morire in diretta Facebook per rivendicare il diritto al suicidio assistito che la legge gli ha negato. 

È accaduto in Francia dove il 57enne, Alain Cocq, affetto da una rara e incurabile malattia genetica, che da 34 anni lo tiene di fatto in uno stato di agonia perenne, dopo aver lanciato vari appelli alle autorità e al presidente Macron, ha deciso di porre fine alle sue atroci sofferenze smettendo di alimentarsi e curarsi. 

Alain costretto su una sedia a rotelle, con una sacca sull’addome e un sondino tra naso e gola, da ben 34 anni, ha scoperto di essere affatto da una rarissima malattia genetica, per la quale non esistono cure se non palliative, alla giovane età di 23 anni. 

La scoperta avvenuta quasi per caso in seguito ad una caduta dalle scale che ha richiesto un intervento chirurgico al ginocchio è scioccante, ad Alain viene riscontrato un “raro caso di assenza o insufficienza della circolazione sanguigna all’interno degli organi e dei tessuti”, nel suo corpo non scorre una goccia di sangue. 

La malattia di cui soffre l’uomo, che è stata diagnosticata a sole altre tre persone in tutto il mondo, comporta un restringimento delle pareti delle arterie, che si restringono fino ad incollarsi, provocando ischemie per arresto o insufficienza della circolazione sanguigna nei tessuti e negli organi. 

Dopo la diagnosi, Alain da inizio alla sua battaglia per un “fine vita dignitoso”. 

Nel 1993 reclama le sue spettanze alle Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, nel ’94, sebbene la malattia lo costringa in carrozzina, comincia un tour per l’Europa che lo conduce a Bruxelles nel 1998 e alle Nazioni Unite di Ginevra nel 2008, passando per diverse manifestazioni dei “gilet gialli” a Digione. 

Tutto ciò fino a quando le sue condizioni di salute cominciano ad aggravarsi. 

Alain decide allora di farla finita compiendo un ulteriore tentativo, fare appello al presidente Emmanuel Macron. 

“Chiedo, in modo compassionevole, l’autorizzazione alla professione medica a prescrivermi il pentobarbital (un barbiturico). Solo il presidente lo può permettere. Così posso andarmene in pace e senza intoppi. Altrimenti, interrompo ogni trattamento. 

Il modo in cui partirò dipende dal presidente”, ha scritto nella missiva inviata al presidente. 

Ma anche questo tentativo si rivelerà vano, il presidente francese risponde: 

“Non posso mettermi al di sopra delle leggi quindi non sono in grado di soddisfare la sua richiesta. Non posso chiedere a nessuno di andare oltre il nostro quadro legale attuale”. 

Per il 57enne si spegne l’ultima speranza di vedere riconosciuti i propri diritti “di una morte dignitosa”, come lui stesso ripete da anni. 

“Non chiedo suicidio assistito o eutanasia ma massima cura. Perché sto solo cercando di evitare sofferenze disumane”. 

Da qui la decisione di lasciarsi morire e trasmettere l’evento in diretta sui social, per “mostrare ai francesi qual è l’agonia richiesta dalla legge Leonetti”, che in Francia regola il fine vita. 

Venerdì scorso in un post su Facebook Alain ha annunciato: 

“Ho deciso di cessare ogni alimentazione, idratazione e cura, salvo i calmanti, da questo venerdì fino al tramonto”. L’agonia durerà circa 4 giorni: “

Il social network per ovvie ragioni gli ha bloccato la diffusione del video fino all’8 settembre. 

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