Test rapidi a scuola, oggi decidono gli esperti.
Dopo i risultati incoraggianti dai test rapidi negli aeroporti, il Ministro della Salute, Roberto Speranza, come aveva già annunciato, sembra essere intenzionato ad estendere la misura anche nelle scuole.
L’ordinanza dovrebbe essere imminente almeno sulla base di quanto dichiarato ai microfoni di “Radio anch’io”, in onda su Rai Radio 1, dalla sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa.
“L’ordinanza è imminente, il ministro Speranza ha già detto che bisogna passare ai test rapidi a scuola.
Questo – ha aggiunto Zampa – ci dà delle possibilità molto più larghe di tamponare, di procedere a controlli più veloci.
La scuola è uno dei luoghi da tenere più sotto controllo ma a preoccupare non è tanto il controllo dentro, che è molto elevato, ma quello che avviene fuori”.
L’ultima parola però spetta al Comitato Tecnico Scientifico che si riunirà oggi per analizzare la proposta del ministro.
I test rapidi consentirebbero di diminuire i tempi di diagnosi.
Basteranno infatti solo 30 minuti di attesa per ottenere il risultato contro i due giorni necessari per gli esiti del tampone.
L’utilizzo dei test rapidi porterebbe sicuramente ad un più rapido isolamento domiciliare di positivi e contatti a rischio e quindi ad un maggior arginamento della trasmissione.
Sveltire i tempi è una strada obbligata, secondo Speranza, perché in alcune Regioni i casi di contagio tra gli studenti iniziano a crescere e le famiglie sono in allarme: “Dobbiamo correre”.
Cos’è di preciso il test rapido?
Il test rapido è un test “antigenico” ovvero in grado di riconoscere in 20- 30 minuti la presenza dell’antigene nel paziente.
Nella sua esecuzione è molto simile al classico tampone, ma impiega molto meno a fornire il suo esito, verrà infatti effettuato un prelievo con
un cotton fioc del liquido presente sulle mucose delle fosse nasali e nella parte superiore della gola.
Ma cosa succede se il test rapido dovesse risultare positivo?
Se il test rapido dovesse risultare positivo al virus, il tampone sarebbe comunque necessario per una conferma.
E allora dove sta il vantaggio?
Il vantaggio sta proprio nella velocità con cui si riuscirebbe a diagnosticare la presenza della malattia.
Una volta ottenuto l’esito del test rapido entro i 20-30 minuti previsti, l’iter di prevenzione e cura verrebbe accelerato.
Nell’attesa del tampone di conferma infatti l’Asl, con il dipartimento di prevenzione, potrebbe dar inizio all’indagine epidemiologica, e i contatti stretti del positivo, compagni di classe e docenti, potranno nell’immediato essere messi in isolamento preventivo per poi rientrare in classe nel caso di negatività del secondo esame.


