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21 Settembre 2020
Ultima pubblicazione: 20 settembre 2020 23:18:26
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Attualità

SCUOLA: DAI BANCHI ALLE CATTEDRE DESERTE

Scuola: dai banchi alle cattedre deserte.

Oggi, dopo sei mesi di lockdown a causa dell’emergenza Coronavirus, 5,6 milioni di studenti italiani sono tornati a scuola. 

L’anno scolastico 2020/2021 si avvia sotto il segno della straordinarietà, così come si era concluso il precedente. 

L’emergenza sanitaria ancora in atto ha amplificato le tante lacune strutturali e procedurali che caratterizzano la scuola italiana, imponendo nei mesi estivi uno sforzo immane a tutti i livelli. 

Vediamo quali sono ancora le lacune che restano da colmane in una scuola ripartita tra orari ridotti, attesa di banchi e mascherine ma soprattutto dei docenti perché le nomine degli insegnanti di ruolo sono ancora in corso. Sono i numeri che possono farci capire a che punto siamo. 

2,2 milioni i banchi monoposto ancora da consegnare. 

È probabile che, in questi primi giorni, non pochi studenti saranno costretti a seguire le lezioni seduti sulle sedie.

Prendere appunti o sfogliare i testi non saranno, in questi casi, operazioni facili.

Mancano infatti i banchi monoposto. Al momento ne sono stati consegnati circa 200mila.

Quelli che rimangono da consegnare – sono 2,2 milioni – dovrebbero arrivare, stando alle indicazioni fornite dal Governo, entro fine ottobre.

Nel frattempo, si presume che gli studenti rimasti per ora senza debbano arrangiarsi. 

60mila le cattedre che non sono state ancora assegnate. 

Un altro numero che racconta come la scuola riapre i battenti, senza aver ovviato ad una delle sue lacune più grandi la mancanza di organico. 

170mila gli alunni disabili senza il proprio insegnante di sostegno.

Sono 170 mila gli alunni con disabilità (il 59% del totale) che all’apertura della scuola non avranno più il docente di sostegno che li seguiva l’anno scorso.

In molti casi ne cambieranno nei prossimi mesi anche più di uno.

Secondo la Flc Cgil, i ragazzi con disabilità che non troveranno lo stesso insegnante di sostegno saranno all’incirca due su tre. 

Sette le regioni dove la scuola non ha riaperto. 

Sono sette le regioni che hanno deciso di posticipare la data dell’avvio delle lezioni.

Una scelta che in qualche caso è stata fatta per “scavallare” la tornata elettorale del 20 e 21 settembre.

La campanella non tornerà a suonare in Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Puglia, Calabria, Basilicata, Abruzzo e Campania.

In quest’ultima regione il governatore Vincenzo De Luca ha dichiarato che non è detto che le scuole per il 24, data fissata per le altre regioni in ritardo. 

50mila gli studenti rimasti senz’aula. 

Stando alle indicazioni fornite da Azzolina in occasione della conferenza stampa con il premier Conte e i responsabili di Salute e Infrastruttur,e Speranza e De Micheli, ci sono 50mila studenti che non riescono a entrare in classe rispettando le regole anti-Covid.

Per tutti questi alunni ci sarà comunque la ripresa delle lezioni, ma nell’attesa dell’arrivo dei banchi dovranno utilizzare la mascherina anche in classe. 

80% la capacità degli scuolabus. 

In base alle Linee guida sul trasporto pubblico e scolastico, gli scuola bus avranno i segnaposto, mai con la presenza oltre 80%.

Un numero di bambini superiore a questa soglia potrà essere accettato solo se il percorso sarà inferiore ai 15 minuti. Ogni 

viaggio andrà attentamente monitorato, anche perché i bambini nel tragitto dovranno indossare la mascherina. 

Il 50% del personale scolastico si è sottoposto ai test sierologici. 

Quasi il 50% del personale della scuola, pari a circa 500mila tra docenti e non docenti, ha fatto il test sierologico per il Covid 19 e di questi il 2,6% – cioè circa 13mila persone – è risultato positivo e non prenderà servizio fino a quando il tampone non darà esito negativo.

Sono i dati dell’ufficio del Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri che ha avviato nelle settimane scorse la campagna con la distribuzione di 2 milioni di test agli istituti scolastici.

Il dato non tiene però conto dei 200mila tra docenti e non docenti del Lazio in quanto la regione sta operando in maniera autonoma. 

Due miliardi e duecento milioni le mascherine non riciclabili da smaltire quotidianamente. 

Ogni giorno verranno consegnate circa 11 milioni di mascherine destinate ad alunni e personale scolastico. Saranno mascherine usa e getta come ha deciso il Comitato tecnico scientifico (Cts).

Tuttoscuola ha calcolato che se la consegna di quest’ungente quantità di mascherine sarà mantenuta per l’intera durata dell’anno scolastico, considerati i 200 giorni minimi di lezione e senza considerare la coda degli esami di Stato del primo e del secondo ciclo, la distribuzione raggiungerà l’astronomica cifra di non riciclabili, usa e getta, da smaltire quotidianamente nella indifferenziata.

Smaltimento che andrà sicuramente ad aggravare le operazioni di smaltimento che, come si sa, in alcuni territori sono in difficoltà costante. 

Fonte Il Sole 24 Ore. 

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