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26 Maggio 2020
Ultima pubblicazione: 26 maggio 2020 22:50:43
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Politica

REDDITO EMERGENZA, CHI PUO’ RICHIEDERLO?

Via libera al Reddito di Emergenza. 

Ieri sera il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto “decreto rilancio”, ex “decreto aprile”, che prevede lo stanziamento di 55 miliardi di euro per aiutare imprese, famiglie, lavoratori, sanità e Protezione Civile. 

L’approvazione è stata annunciata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in conferenza stampa.

Presenti anche i ministri dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, della Salute Roberto Speranza, dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e delle Politiche agricole Teresa Bellanova. 

Tra le principali misure contenute nel decreto Rilancio, il Reddito di emergenza, un sostegno destinato ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica a causa dell’emergenza sanitaria. 

Da chi verrà erogato?

Il Rem verrà erogato dall’INPS in due quote, che potranno andare dai 400 agli 800 euro, in base alle esigenze del singolo nucleo familiare. 

L’importo verrà calcolato utilizzando lo stesso parametro di scala di equivalenza previsto per il reddito di cittadinanza. 

La richiesta per il Rem dovrà essere inoltrata entro la fine del mese di giugno. 

Per l’iter bisognerà attendere le indicazioni dell’INPS. 

Beneficiari sussidio.

Per beneficiare del sussidio le famiglie dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti: 

-il richiedente del beneficio deve essere residente in Italia; 

-patrimonio mobiliare, con riferimento al 2019, inferiore a 10.000€, che può essere incrementato di 5.000€ per ogni componente del nucleo familiare diverso dal richiedente, fino ad un massimo di 20.000€; 

– reddito familiare inferiore all’importo del reddito di emergenza stesso; 

-ISEE non superiore a 15.000€. 

A questi requisiti se ne aggiungono altri di incompatibilità. 

Il Rem infatti è incompatibile con il bonus da 600 euro, non possono farne richiesta i nuclei familiari dove anche una sola persona ha beneficiato di una delle indennità riconosciute dal Decreto Cura Italia di marzo. 

Stesso discorso vale anche per quelle famiglie dove anche un solo componente è titolare di pensione diretta o indiretta, fatta eccezione per l’assegno ordinario di invalidità, oppure dove c’è un titolare di un rapporto di lavoro dipendente con retribuzione superiore alle soglie previste dal sussidio. 

Non hanno diritto al Reddito di emergenza, le persone in stato detentivo e i ricoverati di lunga degenza o in altre strutture residenziali a totale carico dello Stato. 

Inoltre, a differenza di quanto si leggeva nella bozza iniziale del decreto, sono incompatibili al Rem anche i percettori del reddito di cittadinanza. 

Per tutti coloro i quali inoltreranno la domanda senza averne i requisiti sono previste delle sanzioni. 

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