9 C
Comune di Avellino
4 Aprile 2020
Ultima pubblicazione: 03 aprile 2020 22:57:33
Impresa Diretta
Image default
Attualità

PRODOTTI E-COMMERCE PERICOLOSI

Prodotti e-commerce potenzialmente pericolosi.

Sono sempre più le persone che preferiscono fare acquisti online. 

Vuoi per comodità, per mancanza di tempo, per pigrizia, per discrezione, per risparmiare qualche euro, per l’impossibilità ad uscire di casa.

Vuoi anche per la possibilità di avere una svariata scelta di prodotti a portata di click. 

Nel mondo sono più di 4 miliardi le persone che hanno la possibilità di accedere ad internet, di questi la metà fa acquisti online. 

I numeri dell’e-commerce continuano a crescere a vista d’occhio.

Solo lo scorso anno in Italia abbiamo speso 36,5 miliardi di euro per i nostri acquisti online. 

Ma lo sapevate che la maggior parte dei prodotti acquistabili sulle principali piattaforme di e-commerce non è sicuro per la salute e/o non è a norma di legge? 

A metterlo in luce è un’inchiesta condotta da alcune delle più importanti organizzazioni europee di consumatori, tra cui Altroconsumo. 

L’indagine, svolta su più di 250 prodotti acquistati sulle maggiori piattaforme di shopping online come Aliexpress, Amazon, eBay, LightInTheBox o Wish, ha messo in luce che quasi due terzi di questi, non rispettano le norme europee o non sono sicuri per la salute. 

Oltre il 66%, dei 250 prodotti presi in esame, non ha superato i controlli di sicurezza. 

Si tratta soprattutto di giocattoli per bambini, cosmetici, gioielli, dispositivi elettronici e anche abbigliamento che, sulla base della normativa vigente all’interno della Comunità europea, sono risultati fuori legge. 

Il problema riguarda soprattutto i prodotti realizzati fuori dall’Unione Europea, che vengono fabbricati seguendo standard di sicurezza inferiori rispetto alla normativa comunitaria. 

Questi però riescono ad attraversare le maglie dei controlli alla frontiera e soprattutto entrano senza problemi nelle maggiori piattaforme di e-commerce utilizzate dagli europei. 

Ma vediamo nel dettaglio quali sono questi prodotti non a norma scoperti nel corso dell’indagine: 

Su 36 tra caricatori Usb, caricatori esterni e adattatori, 26 sono risultati infiammabili. 

Su 29 giocattoli, 9 presentano quantità di ftalati oltre il limite, in alcuni casi anche di 200 volte. 

Gli ftalati sono sostanze che secondo diversi studi possono avere conseguenze negative sul cervello dell’uomo. 

14 capi di abbigliamento per bambini su 16 non rispettano gli standard europei e possono essere pericolosi, ad esempio alcuni presentano delle corde o dei lacci troppo vicini al collo. 

7 prodotti per sbiancare i denti su 10 hanno quantità di perossido di idrogeno superiori ai limiti imposti dall’Europa. 

E non di un’inezia, dalle 14 alle 70 volte in più. 

Il 70% dei gioielli acquistati presentano concentrazioni di cadmio, metalli pesanti e nichel oltre la norma, con un rischio più elevato di allergie. 

Tutti i rilevatori di fumo e di monossido di carbonio hanno fallito il test. 

In pratica nessuno è affidabile. 

Dei tre caschi da moto acquistati, due non sono omologati e un altro non è conforme alla descrizione presentata sul sito. 

Conclusa la ricerca, con i risultati alla mano e anche abbastanza allarmanti, le associazioni dei consumatori hanno immediatamente chiesto alle istituzioni europee e ai singoli stati membri di intervenire. 

Le stesse hanno chiesto un’immediata regolamentazione che imponga ai marketplace di informare i propri clienti sui rischi relativi ad alcuni prodotti trovati fuori legge, da attuare in attesa che si provveda alla loro rimozione dalle piattaforme. 

Purtroppo da un punto di vista legale, i siti di shopping online non sono direttamente responsabili delle infrazioni, ma dovrebbero garantire un maggiore controllo sugli articoli commercializzati dai propri venditori. 

Ciò mette in evidenza la necessità di conferire alle istituzioni europee maggiori poteri per controllare anche la qualità dei prodotti messi in vendita dall’e-commerce e non solo la parte fiscale. 

A tal proposito Ivo Tarantino, responsabile relazioni esterne di Altroconsumo, ha dichiarato: 

“L’attuale quadro normativo non è in grado di dare la giusta tutela, in termini di sicurezza, ai consumatori: da un lato, le piattaforme non riescono a impedire la vendita di prodotti non sicuri e a rimuoverli tempestivamente quando sono già in vendita, dall’altro, le autorità non riescono a garantire una sorveglianza adeguata e un’applicazione efficace delle norme. 

Come Altroconsumo, vogliamo accendere i riflettori sul tema e chiediamo alle istituzioni che ci sia una presa di responsabilità concreta e congiunta da parte di tutti gli attori coinvolti. 

Auspichiamo di essere partner di questo processo per arrivare ad uno scenario in cui ci sia la maggiore tutela possibile dei consumatori.” 

Articoli correlati

COVID-19, IL REPORT DELLA REGIONE CAMPANIA

Giuseppe Vincenzo Battista

ATTRIBUZIONE BUONI SPESA ATRIPALDA

Giuseppe Vincenzo Battista

CORONAVIRUS, I DATI DELLA PROTEZIONE CIVILE

Giuseppe Vincenzo Battista

Questo sito utilizza sia Cookies tecnici (necessari al suo corretto funzionamento) che di profilazione propri o di terze parti (necessari al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dagli utenti durante la navigazione).
La prosecuzione della navigazione o l'accesso a qualunque sezione del sito senza avere prima modificato le impostazioni relative ai Cookies varrà come accettazione implicita alla ricezione di Cookies dal presente sito.Per visionare l'informativa estesa clicca qui.

In mancanza di accettazione o eventuale rifiuto da parte dell'utente potrà comportare la mancata prestazione del servizio richiesto o la parziale visione dei contenuti previsti nel sito se tale accettazione è necessaria a tali fini.
Accetto Leggi di più