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Comune di Avellino
14 Aprile 2026
Ultima pubblicazione: 11 aprile 2026 08:21:50
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Cronaca

OK VACCINI AGLI OVER 40, MA PER GLI OVER 60 A QUANDO LA 1^ DOSE?

Se dal prossimo lunedì anche gli over 40 potranno prenotare il vaccino anti-Covid, ci sono ancora oltre 5,6 milioni di over 60 che non hanno ricevuto la prima dose.

A denunciarlo la Fondazione Gimbe, nel monitoraggio settimanale indipendente sulla situazione epidemiologica e sull’andamento della campagna vaccinale nel nostro Paese.

Secondo il report, la copertura degli over 60 è complessivamente insufficiente: infatti, se solo il 9,9% degli over 80 (439.599) non ha ricevuto neppure una dose, la percentuale sale al 25,9% nella fascia 70-79 (1.548.525) e al 49,6% per quella 60-69 anni (3.650.078).

Oltre 5,6 milioni di persone a rischio elevato di ospedalizzazione, dunque – evidenzia Gimbe – sono ancora totalmente scoperte dalla protezione vaccinale.

“A fronte di percentuali così elevate di over 60 non ancora coperte dalla prima dose – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – da un lato si offre alle Regioni di aprire sino ai 40 anni per non rallentare le somministrazioni, dall’altro non si rendono noti i numeri di mancate adesioni e rifiuti selettivi di AstraZeneca, che hanno ‘costretto’ ad estendere l’intervallo della seconda dose dei vaccini Pfizer e Moderna sino a 42 giorni con il solo obiettivo di supplire alla carenza di dosi di vaccini a mRna”.

“Al di là di ritardi e irregolarità delle consegne di AstraZeneca – rileva Cartabellotta – finora Johnson & Johnson ha consegnato solo ‘briciole’ e oltre 7 milioni di dosi CureVac restano vincolate ai tempi di approvazione dell’Ema.

In altri termini, tenuto conto anche del numero esiguo di dosi di Moderna, la campagna vaccinale in Italia è sempre più Pfizer-dipendente”.

Secondo la Fondazione Gimbe, inoltre, “considerato che la campagna vaccinale sta entrando in una fase condizionata dall’adesione della popolazione, occorre integrare la prenotazione volontaria con un sistema a chiamata attiva, coinvolgendo in maniera sistematica e capillare i medici di famiglia e mettendo in campo un’adeguata campagna di comunicazione istituzionale e strategie di persuasione individuale”.

Se questi sono i dati nazionali, che evidenziano quanto una buona parte della popolazione più a rischio non sia stata ancora immunizzata, più rosea è sembrata, almeno nelle parole del direttore generale dell’Asl di Avellino, Maria Morgante, la situazione in Irpinia.

“Per quanto riguarda la vaccinazione degli over-60, abbiamo pochi centri. C’è il Campo Coni, Montefalcione, Montoro e, sicuramente, il numero dei 60enni ancora non vaccinati è assolutamente esiguo”.

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