Nuova veste per il fiume Sabato. Una rinaturalizzazione che fa acqua da tutte le parti.
Non passa inosservato il post pubblicato poche ore fa sulla pagina del comune di Atripalda; trattasi delle condizioni in cui verte il fiume Sabato e delle relative accortezze in materia.
Parole che lasciano indignati i cittadini della valle del Sabato, considerato lo stato attuale. Una memoria storica che pone al centro della Valle il fiume che l’attraversa, che sicuramente ha vissuto stagioni migliori.
Oggi ci rifaremo a quello che, pochi mesi fa, fu definito dal vicesindaco Domenico Landi “un progetto di rinaturalizzazione, un processo di restauro che mira a ripristinare le condizioni naturali del corso d’acqua precedentemente alterate dall’uomo”.
Quali prospettive dovrebbe considerare la cittadinanza e di cosa parliamo nello specifico?
Nel dettaglio è una pianificazione che viene utilizzata in tutta Europa e che si pone come obiettivo il ripristino della naturale funzionalità di fiumi e torrenti, migliorando la biodiversità e la qualità dell’acqua.
Ad oggi, però, analizzando le ultime foto e numerose segnalazioni riportateci, possiamo evincere che questo obiettivo, non adeguatamente monitorato, probabilmente non stia dando il risultato tanto sperato.
Difatti, il corso d’acqua più che rigenerato e pulito, appare sporco e acquitrinoso, alternando zone stagnati a scorci inquinati palesando schiume sospette.
Per quanto riguarda la biodiversità possiamo notare specie di animali sicuramente diverse, che però poco si sposano con il decoro urbano e la specie umana che vive il fiume.
Fatto sta che il Comune di Atripalda, come si evince dal post sopra citato, s’impegna ad apporta interventi di derattizzazione con cadenza mensile, sicuramente poco gradita ai ratti che abitano sempre più numerosi l’alveolo “bio” del fiume Sabato.
Trattamento invece apprezzato dai cittadini che li osserveranno traslocare.
Potremmo dire che ad oggi, il progetto di rinaturalizzazione si presenta agli occhi di chi osserva le rive del fiume come: “un’isola ecologica”; dove gli arbusti, la sporcizia e gli animali proliferano indisturbati.
Processi ben lontani dai progetti ambientali sviluppati in altre città, in quanto il degrado non ha nulla a che vedere con la vegetazione.
Riteniamo opportuno sollevare la questione in quanto visione dei cittadini, invogliando alla risoluzione ed al sollecito di Provincia ed Amministrazione comunale con il fine di adoperarsi al più presto per una riqualifica adeguata, monitorando i passi che si fanno verso la biodiversità e non verso il degrado urbanistico.


