L’Irpinia non trema…balla.
Scuole chiuse e predisposizione di una C.O.C.
“L’irpina non trema ma balla”, questi sono i primi slogan che circolano in rete dopo lo sciame sismico che sta attraversando l’Irpinia da venerdì 24 ottobre. Un modo per cercare di esorcizzare il ricordo di una tragedia già vissuta. Il sisma del 23 novembre 1980 oggi, a circa 45 anni di distanza, ancora incute paura e terrore in chi quelle storie le ha vissute, ma anche in chi spera di non dover mai fare i conti con fenomeni del genere.
A tal proposito i comuni coinvolti oggi come allora cercano di fare il possibile affinché la gente sia pronta ma anche rassicurata. Il comune di Atripalda, di fatti, nelle ultime ore ha predisposto un centro operativo comunale, il C.O.C. non è altro che l’istituzione di una sala operativa, nel caso specifico l’ufficio tecnico comunale, dalla quale in caso di emergenze vengono coordinare le attività dirigenziali e assistenziali.
Terremoti di origine tettonica o vulcanica?
Da ore si parla di possibili scenari e cause, ciò che è certo è che nessuno può prevedere né la fine né l’inizio di uno sciame sismico, oltre al fatto che i terremoti irpini hanno poco a che vedere con i terremoti di origine vulcanica che invece caratterizzano le zone del napoletano, in particolare l’area dei campi flegrei.
Il sisma generato nei nostri territori, infatti, è di origine tettonico, il che vuol dire che viene ricreato dall’energia sprigionata dal movimento o dagli scontri di placche terrestri. Lungo la dorsale appenninica meridionale sono presenti molteplici faglie, lesioni della crosta terrestre, che espongono la nostra zona alla possibilità sismica frequente.
Ricordiamo che l’epicentro del sisma in prima battuta ha interessato il comune di Grottolella nella giornata di venerdì 24 con una magnitudo di 3.6, per poi raggiungere un picco nella serata di sabato 25 con epicentro nel comune di Montefredane con magnitudo 4.0 e profondità di 14 km. Le scosse sono state avvertite fino a poche ore fa, nel pomeriggio di domenica 26, anche se di minima intensità ma con la medesima profondità ed epicentro.
Qual è il parere tecnico?
Negli ultimi giorni molteplici gli interventi del tecnico Maurizio Pignone, geologo dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, tra i tanti punti ampiamente spiegati propone l’ipotesi dell’apertura di una “faglia inversa” in Irpinia, che spiegherebbe il susseguirsi di scosse, annunciandone l’alta probabilità di altre.
Purtroppo i fenomeni sismici sono studiabili ma non prevedibili, per tanto per avanzare altre definizioni c’è bisogno di monitorare gli accadimenti senza garantirne né l’inizio, in cui il suo grado massimo ancora non si è palesato, né la fine, quindi avendo già toccato la massima potenza con il 4.0.
Come si prepara il comune di Atripalda ad affrontare eventi di tale portata?
Dopo una notte in contatto con la Prefettura e la Protezione Civile il sindaco di Atripalda Paolo Spagnuolo ha istituito un tavolo di lavoro al quale hanno partecipato il vicesindaco Landi, la consigliera con delega alla pubblica sicurezza Fasano, il coordinatore della Protezione Civile Soricelli ed il vicecoordinatore Landi.
Tempestiva la predisposizione di un centro operativo al coperto presso la tendostruttura di c/da Alvanite, disponibili: brandine, generatore elettrico, riscaldamento e bagni forniti di docce, da subito usufruibili.
Altre aree saranno predisposte all’accoglienza nei prossimi giorni, probabilmente nella struttura del centro Aprea e nei pressi della villa comunale. Le aree di attesa esterne invece sono disponibili nel dettaglio sulla pagina social del comune di Atripalda.
I primi sopralluoghi sono avvenuti nella mattinata di domenica 26, in cui edifici pubblici sono stati sottoposti al vaglio di tecnici, continueranno le verifiche nella giornata di lunedì 27, complice l’ordinanza per la sospensione delle lezioni in tutta l’Irpinia.
La Protezione Civile nei prossimi giorni sarà disponibile presso la sede sita in piazza Garibaldi ad Atripalda, ma già nelle ultime ore ha predisposto un contatto d’emergenza al quale risponderanno tecnici e volontari per tranquillizzare i cittadini.
“Stiamo lavorando già da stanotte – dichiara la consigliera Fasano – questo in risposta a chi dice che la protezione civile sia solo di facciata, non è così, è invece una realtà concreta con persone competenti e volontari che si formano per agire al meglio in quella che è una mia direzione – continua Fasano – il mio obiettivo è quello di essere presente sempre sul territorio con competenza, non soltanto durante le emergenze, o le festività”.


