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4 Aprile 2020
Ultima pubblicazione: 04 aprile 2020 22:57:33
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LA MUSICA AIUTA A STUDIARE MEGLIO?

La musica aiuta a studiare meglio?

Senza la musica la vita sarebbe un errore (Friedrich Nietzsche). 

Ma perchè è così importante per gli esseri umani? 

A casa o per strada, al cinema o in auto, dal telefonino al computer, mentre studiamo o quando siamo con gli amici, la musica è ovunque. 

Potremmo definirla una sorta di linguaggio universale che non ha bisogno di spiegazioni o traduzioni. 

Ha il potere di migliorare il nostro umore, farci assaporare le gioie del momento presente e far svanire le amarezze della vita. 

Ma la musica non è solo questo, rappresenta, infatti, secondo alcuni ricercatori, anche una risorsa per favorire l’apprendimento e migliorare la memoria. 

Quante volte ci sarà capitato di entrare in una biblioteca e di vedere gli studenti chini sui banchi con le cuffie alle orecchie. 

Nella società attuale poi grazie alla rapida diffusione dei lettori mp3 e degli smartphone è diventata una moda, una sorta di status symbol che caratterizza una larga fascia di adolescenti e non solo. 

Ma funziona davvero? 

Si studia meglio ascoltando la musica? 

Cosa fa la differenza: il genere musicale, la presenza o meno della voce cantata?

Vediamo cosa pensa la scienza al riguardo. 

I pareri, infatti, sono discordanti. 

Secondo uno studio di Annette M. B. de Groot la musica avrebbe un’influenza positiva per quanto riguarda l’apprendimento delle lingue. 

Per dimostrare questa teoria viene condotto un esperimento. 

Ad alcuni studenti viene chiesto di memorizzare dei vocaboli mentre ascoltano un sottofondo di musica classica, ad altri invece viene richiesto lo stesso compito immersi nel silenzio. 

Ebbene, i risultati migliori nel test finale vengono ottenuti proprio da coloro che avevano studiato in compagnia di Mozart e Chopin. 

Altri ricercatori hanno scoperto, invece, che la musica migliora il ragionamento verbale ( quello che si attiva quando leggiamo) ma ostacola il ragionamento astratto (che si attiva quando dobbiamo ripetere o risolvere un problema). 

In altre parole possiamo tenere acceso il nostro lettore mp3 mentre leggiamo ma dobbiamo metterlo in pausa quando ripetiamo ciò che abbiamo imparato o quando svolgiamo degli esercizi di aritmetica. 

Per quanto può sembrare paradossale bisogna

aggiungere che ascoltare musica durante lo studio può funzionare o meno in base alla personalità dello studente. 

Gli introversi, infatti, manifestano molte difficoltà, al contrario, gli estroversi ottengono risultati migliori. 

Dunque tutto dipende dal soggetto e dalla sua capacità di focalizzarsi sull’obiettivo in quel determinato momento. 

Ma non è finita qui, perchè non tutti i generi musicali funzionano allo stesso modo. 

Altri ricercatori si sono soffermati non a caso sulla tipologia di musica ascoltata dagli studenti ed hanno accertato che la classica funziona meglio dell’heavy metal e della musica elettronica. 

In ogni caso sempre meglio una canzone che non abbia testo, capace di distrarci e di spostare la nostra attenzioni sulle parole. 

Concludendo Dean Burnett, neuroscienziato che tiene lezioni a Cardiff, con le sue ricerche infligge il colpo di grazia a tutti i genitori dell’epoca moderna affermando che la musica ideale per aiutare i ragazzi nello studio è quella dei videogiochi. 

Quest’ultima secondo il suo parere crea un ambiente immersivo, che intrattiene senza distrarre. 

Colpa del fatto che abbiamo due sistemi dell’attenzione, uno è quello conscio, l’altro è quello inconscio. 

Il primo ci consente di fermare la nostra attenzione su qualcosa, il secondo più veloce del primo, scatta, ad esempio, quando sentiamo un rumore improvviso e quando veniamo infastiditi da una situazione esterna mentre siamo impegnati a svolgere un determinato compito. 

Alla luce di quanto detto possiamo affermare che l’argomento trattato, cioè la correlazione tra musica e studio, non si esaurisce in un’unica teoria universale tuttavia: ” Senza la musica per decorarlo, il tempo sarebbe solo una noiosa sequela di scadenze produttive e di date in cui pagare le bollette (Frank Zappa)”. 

 

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