In arrivo una valanga di accertamenti fiscali.
“Ad inizio giugno, anche l’Agenzia delle Entrate-dovrà riprendere le attività.
Si renderà innanzitutto necessario produrre e avviare al processo di notifica le cartelle di pagamento relative ai ruoli consegnati dagli enti creditori nei mesi di febbraio e marzo 2020 (circa 3 milioni).
Analogamente andrà ripreso l’invio, attualmente sospeso fino al 31 maggio 2020, degli altri atti di riscossione, ovvero quelli necessari all’interruzione dei termini di prescrizione (1,6 milioni di avvisi di intimazione), e quelli propriamente riferiti alle azioni di recupero, esecutive o cautelari (875 mila atti).
A questi volumi si aggiungeranno le cartelle di pagamento relative ai ruoli che gli Enti impositori consegneranno nel corso dei mesi di aprile e maggio (2 milioni), nonché quelle dei mesi successivi”.
Questo è quanto si legge nella relazione che il direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha letto durante l’Audizione in Commissione Finanze e attività produttive della Camera tenutasi lo scorso 22 aprile.
Sembra proprio che, se non ci saranno ulteriori proroghe, a partire dal 1° giugno 2020 l’Agenzia delle Entrate riprenderà le sue attività, dopo la sospensione che, si era resa necessaria a causa dei provvedimenti presi dall’Esecutivo per far fronte all’emergenza sanitaria in atto.
Provvedimenti che comprendevano anche la chiusura delle attività economico e produttive.
Dalle parole di Ruffini, sembrerebbe che, a partire da giugno, stia per abbattersi sui contribuenti una valanga di accertamenti fiscali.
L’Agenzia infatti procederà, entro dicembre 2020, a notificare 8,5 milioni di cartelle fiscali alle quali si dovranno aggiungere anche le quasi 4 milioni e mezzo di cartelle della riscossione, tra intimazioni, atti e notifiche degli enti locali.
Le attività riprenderanno dai 3,7 milioni di atti messi in stand-by in questi tre mesi di emergenza, per poi proseguire con tutti gli altri casi che emergeranno nei prossimi mesi.
Per tutti gli atti che sono stati notificati a ridosso del lockdown non vi è alcuna disposizione che sospenda il pagamento delle somme dovute in acquiescenza, salvo per i contribuenti della cosiddetta “zona rossa”, ragion per cui dovranno essere pagati nei termini di legge.


