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4 Giugno 2026
Ultima pubblicazione: 03 giugno 2026 19:21:30
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Attualità

IN ARRIVO UNA VALANGA DI ACCERTAMENTI

In arrivo una valanga di accertamenti fiscali.

“Ad inizio giugno, anche l’Agenzia delle Entrate-dovrà riprendere le attività. 

Si renderà innanzitutto necessario produrre e avviare al processo di notifica le cartelle di pagamento relative ai ruoli consegnati dagli enti creditori nei mesi di febbraio e marzo 2020 (circa 3 milioni). 

Analogamente andrà ripreso l’invio, attualmente sospeso fino al 31 maggio 2020, degli altri atti di riscossione, ovvero quelli necessari all’interruzione dei termini di prescrizione (1,6 milioni di avvisi di intimazione), e quelli propriamente riferiti alle azioni di recupero, esecutive o cautelari (875 mila atti). 

A questi volumi si aggiungeranno le cartelle di pagamento relative ai ruoli che gli Enti impositori consegneranno nel corso dei mesi di aprile e maggio (2 milioni), nonché quelle dei mesi successivi”. 

Questo è quanto si legge nella relazione che il direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha letto durante l’Audizione in Commissione Finanze e attività produttive della Camera tenutasi lo scorso 22 aprile. 

Sembra proprio che, se non ci saranno ulteriori proroghe, a partire dal 1° giugno 2020 l’Agenzia delle Entrate riprenderà le sue attività, dopo la sospensione che, si era resa necessaria a causa dei provvedimenti presi dall’Esecutivo per far fronte all’emergenza sanitaria in atto. 

Provvedimenti che comprendevano anche la chiusura delle attività economico e produttive. 

Dalle parole di Ruffini, sembrerebbe che, a partire da giugno, stia per abbattersi sui contribuenti una valanga di accertamenti fiscali. 

L’Agenzia infatti procederà, entro dicembre 2020, a notificare 8,5 milioni di cartelle fiscali alle quali si dovranno aggiungere anche le quasi 4 milioni e mezzo di cartelle della riscossione, tra intimazioni, atti e notifiche degli enti locali. 

Le attività riprenderanno dai 3,7 milioni di atti messi in stand-by in questi tre mesi di emergenza, per poi proseguire con tutti gli altri casi che emergeranno nei prossimi mesi. 

Per tutti gli atti che sono stati notificati a ridosso del lockdown non vi è alcuna disposizione che sospenda il pagamento delle somme dovute in acquiescenza, salvo per i contribuenti della cosiddetta “zona rossa”, ragion per cui dovranno essere pagati nei termini di legge. 

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