In arrivo il voucher di ricollocazione.
Ritorniamo nuovamente a parlare di reddito di cittadinanza.
Sembra che ci siano novità interessanti all’orizzonte.
A quanto pare, a febbraio arriverà il voucher di ricollocazione, un nuovo strumento di sostegno per l’inserimento nel mondo del lavoro.
Il voucher lavoro o di ricollocazione altro non è che un assegno di ricollocazione destinato ai beneficiari del reddito di cittadinanza.
Esso sarà spendibile presso tutti i soggetti che offrono un sistema di supporto personalizzato volto alla ricerca di un lavoro.
Come funziona.
Il voucher di ricollocazione verrà riconosciuto ai beneficiari del reddito di cittadinanza che avranno siglato entro il 15 febbraio il Patto di lavoro.
Dal riconoscimento, il beneficiario del reddito di cittadinanza, avrà 30 giorni di tempo per scegliere da quale ente ricevere assistenza per la ricerca di un lavoro.
Lo dovrà fare prendendo appuntamento sul portale messo a disposizione dall’ANPAL, oppure tramite Centri per l’Impiego e Patronati.
Spetterà poi agli enti preposti affiancare il beneficiario con un tutor o un job advisor, il quale avrà il compito di seguirlo ed aiutarlo nella ricerca di un lavoro.
Il servizio di assistenza avrà una durata di 6 mesi, che potrà essere prorogata di ulteriori 6 mesi nel caso in cui ci sia un importo residuo dell’assegno.
Il voucher sarà pagato dallo Stato o dalla Regione solo nel caso in cui il beneficiario del reddito di cittadinanza riesca a trovare lavoro.
A quanto ammonta il valore del voucher?
Può avere un valore che oscilla tra i 500 e i 5000mila euro.
Il suo valore è legato a due parametri.
Il primo è l’indice di profilazione del beneficiario, più egli è difficilmente occupabile, più alto sarà l’importo del voucher.
Il secondo è, invece, la tipologia di contratto che il beneficiario riuscirà ad ottenere.
Se il contratto firmato sarà a tempo indeterminato, l’assegno potrà ammontare ad una cifra compresa tra i 1000 e i 5000 euro.
Se invece il contratto sarà a termine, con una durata minima di almeno 6 mesi, potrà essere riconosciuto un importo che va da un minimo di 500 ad un massimo di 2.500 euro.


