Si chiama iMask è sicura, ecologica ed eterna. Cos’è? È la mascherina che non si butta via.
Si tratta di un dispositivo con filtro FFP3, lavabile e sterilizzabile all’infinito.
È un’invenzione tutta italiana, siciliana per l’esattezza, che potrebbe in qualche modo ovviare ai limiti delle mascherine.
Trovarle rimane ancora un problema, quelle chirurgiche pur non avendo un prezzo esoso devono essere buttate dopo un solo utilizzo, le altre non durano nel tempo.
iMask è la prima mascherina che pur non avendo una valvola è in grado di offrire protezione sia a chi la indossa sia alle persone che si trovano in prossimità, tutto ciò grazie al tessuto con cui è realizzata.
Si tratta di un tessuto innovativo a base di polipropilene certificato nella classe di protezione FFP3, lo standard più elevato disponibile sul mercato per le mascherine semipermanenti.
Il dispositivo risulta essere composto da tre parti.
Il corpo principale, realizzato in un unico materiale con caratteristiche gommose simili al silicone, che garantisce una vestibilità perfetta, essa infatti si avvolge e si adatta alla forma del viso.
La sua vestibilità inoltre è garantita anche dal fatto che iMask è regolabile attraverso un meccanismo molto simile a quello delle maschere subacquee.
Il secondo elemento che compone il dispositivo è un innovativo filtro sostituibile.
E’ lavabile e sterilizzabile preservando la sua efficacia fino a un mese dal suo primo utilizzo.
Il terzo elemento, è invece la cartuccia, che ha una duplice funzione: contenere il filtro ed evitare che entri in contatto con la pelle.
iMask oltre ad offrire protezione all’uomo protegge anche l’ambiente essendo riutilizzabile all’infinito.
Una mascherina riutilizzabile ovviamente può avere anche un’altra caratteristica, che di questi tempi potrebbe renderla appetibile, l’impatto economico.
Con una spesa inferiore ai 30 euro si garantisce una protezione sicura nel tempo.
Protezione che può essere estesa acquistando i ricambi.


