All’ospedale Maggiore di Lodi sono ricoverate 10 persone per febbre del Nilo.
Al momento del ricovero i pazienti, che hanno un’età compresa tra i 49 e i 79 anni, accusavano sintomatologie diverse tra di loro, mal di testa, febbre, nausea, vomito e sfoghi cutanei ma anche, il più grave, presentava una mielite, tanto da essere stati ricoverati in diversi reparti tra i quali quello di Neurologia e Medicina.
Il virus del Nilo Occidentale o West Nile Disease è una malattia virale che si manifesta soprattutto negli uccelli.
Tuttavia, essa può essere trasmessa anche agli esseri umani, ai mammiferi (cavalli, conigli, scoiattoli) e agli anfibi.
La modalità principale di trasmissione del virus è rappresentata da diverse specie di zanzare, che sono il primo vettore.
Tra queste, in particolare, riveste un ruolo primario il genere Culex.
Ovviamente tutti i fattori che favoriscono la proliferazione delle zanzare, come ad esempio le piogge abbondanti, le irrigazioni dei terreni agricoli o condizioni climatiche con temperature alte, determinano l’aumento dei contagi.
Il virus del Nilo Occidentale è una malattia che di solito ha un decorso simile a quello dell’influenza, ma in rari casi, ad esempio in pazienti anziani o immunodepressi, se non diagnosticata può avere esiti imprevedibili.
Il primario di Malattie infettive dell’ospedale di Lodi, Angelo Regazzetti, ha spiegato:
“Non c’è un farmaco per questa malattia. La terapia è sintomatica. E, naturalmente, non c’è nemmeno un vaccino possibile.
Per questo risulta molto importante prevenirla con la disinfestazione dalle zanzare comuni autoctone del genere ‘culex pipiens’ e la protezione individuale”.


