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31 Ottobre 2020
Ultima pubblicazione: 31 ottobre 2020 17:27:37
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Politica

COVID, STATO DI EMERGENZA FINO 31 DICEMBRE

Con l’avvicinarsi della scadenza del 15 ottobre e la risalita della curva epidemiologica, si fa sempre più concreta l’ipotesi del prolungamento dello “stato di emergenza”. 

Cosa cambierà (e cosa no) con la proroga dell’emergenza dallo smart working ai protocolli aziendali? 

Un eventuale prolungamento dello “stato di emergenza” non potrà che avere delle conseguenze dirette su tulle le misure in vigore in tema di produzione, mobilità, lavoro e tutti gli altri aspetti della vita quotidiana. 

Con la scadenza del 15 ottobre ad esempio cesserebbe anche la procedura semplificata che consente ai datori di lavoro di decidere unilateralmente per l’adozione del lavoro agile. 

Ciò vuol dire che a partire dal giorno successivo lo smart working tornerebbe ad essere disciplinato dalla della legge 81 del 2017, la quale prevede la necessità di dover stipulare un accordo individuale con il singolo lavoratore. 

Una legge che potrebbe comunque subire delle variazioni visto che la ministra del lavoro Nunzia Catalfo ha recentemente annunciato l’intenzione di voler modificare il meccanismo esclusivo dell’accordo individuale preso tra l’azienda e il singolo lavoratore, per rimettere la decisione in capo alla contrattazione collettiva, tramite quindi accordi di livello nazionale. 

Tuttavia il problema quasi sicuramente non si presenterà il 15 ottobre visto che il governo sembra intenzionato a prorogare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre e, in tal caso, anche le modalità di richiesta del lavoro agile non dovrebbero subire modifiche.

La proroga dello stato emergenziale dovrebbe essere valutata dall’esecutivo nei prossimi giorni, a ridosso del 15 ottobre, dopo che si avrà un quadro più chiaro dei contagi a seguito della riapertura delle scuole. 

Quali variazioni potrebbero subire i protocolli anti-contagio attivi sui luoghi di lavoro nell’eventualità venisse prorogato lo “stato di emergenza”?

Resterebbero sicuramente attive tutte le misure di contenimento, a partire dalle distanze interpersonali, sui luoghi di lavoro.

Potrebbero però esserci delle variazioni nel caso in cui l’esecutivo ritenga necessario varare norme più restrittive per contrastare il virus, in questo caso i protocolli aziendali andrebbero rivisti. 

La sorte di Cig-Covid 19 e blocco dei licenziamenti? 

Nessuna modifica immediata è prevista sul fronte Cig-Covid 19 e blocco dei licenziamenti. 

La prima misura è infatti disciplinata (proroghe, incluse) dai provvedimenti emergenziali varati dal governo in questi mesi, e le ulteriori 18 settimane di ammortizzatore, in parte pagate dallo Stato in parte onerose per le aziende, si esauriranno sostanzialmente fino a fine anno.

Stessa sorte, essendo le due misure strettamente legate, per il blocco dei licenziamenti.

Anche la scadenza di questa misura, che finora ha permesso di salvaguardare circa mezzo milioni di posti di lavoro, è fissata per fine anno. 

Fonte Il Sole 24 Ore. 

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