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14 Aprile 2026
Ultima pubblicazione: 14 aprile 2026 18:20:52
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Politica

COVID-19, COSE DA SAPERE SULL’EPIDEMIA

Covid-19, cose da sapere sull’epidemia.

Il 30 Gennaio scorso i Parlamentari della Lega chiesero al Governo controlli serrati e la quarantena per chi veniva dalla Cina. Apriti Cielo!!!

Da parte dei Parlamentari PD-5 Stelle si sprecarono termini quali razzisti- fascisti e quant’altro. 

Risultato: adesso siamo in piena emergenza e si ricorre a misure draconiane, con tutto il caos e le paure che ne conseguono. 

Intendiamoci bene, a questo punto non bisogna abbassare la guardia altrimenti i contagi aumenteranno (con gravi possibili conseguenze, anche letali per le persone) e con essi la necessità di evitare il più possibile i contatti, con tutto ciò che comporta, di conseguenza, anche per le attività economiche. 

Circa il 20% dei contagiati da Coronavirus hanno bisogno di cure Ospedaliere e di questi il 10% di  Terapia Intensiva e se l’epidemia non rallenta non ci saranno posti letto sufficienti. 

In Lombardia – Veneto – Emilia Romagna sono già occupati il 95% di posti-letto in Terapia Intensiva!!! 

In totale, in tutta Italia ci sono 5090 posti-letto in Terapia Intensiva; 3 mila in Pneumologia e 3 mila in Malattie Infettive. 

Il Governo ha pensato, in maniera molto, molto timida di aumentare solo del 50% i posti-letto in Terapia Intensiva. 

Teniamo presente che il Virus si è già cominciato a diffondere in maniera sensibile al Sud e data la nostra già cronica carenza di posti letto in generale e gli scarsissimi posti letto in Terapia Intensiva, capirete che ci vogliono più investimenti in Salute, più personale, molti più posti-letto in Terapia Intensiva e non solo, rispetto a quelli programmati! 

Ci vuole anche una migliore organizzazione del personale, in quanto è sottoposto a stress non indifferente. 

Con Ospedali, in Campania, che sulla carta, secondo gli intendimenti del Presidente della Regione De Luca, avrebbero dovuto avere un certo numero di posti letto e se ne ritrovano con meno della metà (vedi Solofra, ma i segnali non sono diversi dagli altri Ospedali della Campania). 

Con l’incidenza di patologie croniche già più alte del Nord.

Con Pronto Soccorso già oltre i limiti della decenza per una Politica Sanitaria Regionale sciagurata, immaginate con l’epidemia in atto (e soprattutto se non si dovesse attenuare) cosa potrebbe succedere, anche per chi va in Pronto Soccorso per un infarto od un incidente e trova il Pronto Soccorso ancora più affollato. 

Abbiamo avuto già le prime avvisaglie in quanto sono stati messi in quarantena tutto il Personale del Reparto di Otorinolaringoiatria e parte del Personale del Pronto Soccorso dell’Ospedale “Moscati” di Avellino (venuti in contatto con una donna positiva al Covid-19) e proprio mentre scrivo mi giunge notizia della chiusura del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Ariano Irpino per quarantena!. 

Di questo passo, pensate che gli altri Ospedali della Campania rimarranno immuni da una situazione del genere? 

Anziché sguarnire interamente un reparto, in questa situazione di emergenza (aggiungendo problemi a problemi) perché in qualche caso (da mettere in quarantena, ovviamente) si è riscontrata la positività al coronavirus, non sarebbe stato meglio testare giornalmente gli addetti alla sanità di quel reparto, in maniera tale possano continuare la loro attività, altrimenti si rischia di tenere a casa personale che in definitiva non risulterà positivo al coronavirus.

Il governo centrale dovrebbe prendere in seria considerazione questa eventualità!

Invece, per ridurre l’afflusso di Pazienti in Ospedale per l’emergenza Covid-19, il governo sospende le prestazioni ambulatoriali.

Non sarebbe stato più utile scaglionare le visite, gestendo bene il percorso di accesso?

Una parte di questi pazienti sicuramente affollerà gli studi privati, quindi??? 

La dott.ssa Cristina Coccia, Biologa-Nutrizionista, mi riporta una sua considerazione in merito, frutto dei suoi studi:

”In Campania abbiamo un numero di obesi ben oltre la media nazionale, di incidenza di cancro, patologie metaboliche (soprattutto diabete) e di patologie cardiovascolari superiori al resto d’Italia e non possiamo permetterci anche una diffusione del Virus come si è verificata al Nord. 

La Sanità del Sud non reggerebbe come in Lombardia, figuriamoci le attività economiche! 

L’unica strategia è limitare la socialità. Questa forma infettiva è gestibile per chi è in salute, ma, purtroppo, la popolazione campana NON è in salute. 

Gli anziani ed i malati non sono gli unici vulnerabili, ci sono i fumatori, i cardiopatici, gli ipertesi, i diabetici, persone con problemi respiratori cronici. 

I nostri Ospedali non possono reggere l’enorme carico di lavoro, nonostante vi siano medici molto validi. 

Le malattie croniche vanno prevenute mediante una corretta nutrizione e stili di vita più salutari. 

Se non si agisce sulla prevenzione e sul rafforzamento del sistema immunitario non si riuscira a fronteggiare efficaciamente la diffusione del virus”. 

Il prof. Massimo Pacilio, in qualità di insegnante, aggiunge che:

”Dopo gli Ospedali, i luoghi di maggiore diffusione sono le Scuole, per cui è giusto sospendere le attività.

Se esiste un obbligo vaccinale per chi frequenta Istituti Scolastici, ci deve essere l’obbligo di sospendere le attività didattiche in caso di diffusione di malattie infettive, altrimenti non c’è logica nella vaccinazione obbligatoria”.

 

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