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28 Marzo 2020
Ultima pubblicazione: 28 marzo 2020 20:45:26
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Attualità

CORONAVIRUS: STOP AGLI ITALIANI IN VIAGGIO

Con 17 morti e oltre 650 contagiati l’Italia è il terzo paese al mondo per numero di casi di Coronavirus. 

Da quando ci siamo aggiudicati questo triste primato, sono sempre più i paesi esteri che stanno adottando misure preventive nei nostri confronti, al fine di scongiurare una possibile diffusione del virus nei loro confini. 

Sono ormai diversi i Paesi vicini o lontani dallo stivale, che stanno negando o limitando l’accesso agli italiani. 

Le restrizioni in Israele, Giordania ed Arabia Saudita.

Dopo la conferma da parte del ministero della Salute israeliano, del secondo caso di Coronavirus, da ieri lo stato di Israele ha vietato l’ingresso nel Paese a tutti i passeggeri in viaggio dall’Italia, sia italiani che stranieri. 

Concedendo ai cittadini israeliani la possibilità di rientrare, con obbligo di quarantena per 14 giorni.

Una tale restrizione è stata attuata anche da altri stati.

La Giordania, ad esempio, ha vietato l’ingresso ai viaggiatori provenienti dal nostro Paese, fatta eccezione per i cittadini giordani.

Inoltre, ha deciso di negare il visto a tutti i viaggiatori provenienti da altri Paesi, che abbiano viaggiato in Italia, Cina, Corea del Sud e Iran, nei 14 giorni precedenti l’arrivo in Giordania. 

Per tutti gli altri viaggiatori in arrivo nel Paese, invece, sarà applicato il monitoraggio della temperatura corporea.

Coloro i quali presenteranno sintomi riconducibili al virus (febbre), saranno sottoposti a quarantena obbligatoria di 14 giorni presso un ospedale locale. 

Restrizioni simili anche in Arabia Saudita dov’è stato vietato l’ingresso a tutti i viaggiatori con visto turistico da Paesi con casi confermati di coronavirus, inclusa l’Italia, e il divieto di ingresso per compiere l’Umrah e/o visitare la Moschea del Profeta a Medina. 

Misure simili sono state applicate anche da altri paesi come Bahrein, El Salvador, Mauritius, Turkmenistan, Iraq, Vietnam, Capo Verde, Kuwait, Maldive e Seychelles, che hanno ritenuto opportuno chiudere le frontiere agli italiani. 

Misure meno drastiche in altri Paesi.

In altri Paesi si è ricorso a misure meno drastiche.

E’ il caso di Cina, Taiwan, Eritrea, Tagikistan, Kazakhistan, Kirghizistan e Saint Lucia, che hanno introdotto, per chi proviene dall’Italia, una quarantena di 14 giorni. 

Periodi di quarantene sono previsti anche in Romania, dove però è prevista solo per chi arriva dalle “zone rosse” italiane ubicate in Lombardia e in Veneto. 

Anche nel Regno Unito, è stato imposto “l’auto-isolamento” per 14 giorni a scopo precauzionale, per tutti coloro i quali arrivano dal Nord Italia (a nord di Pisa, Firenze e Rimini) e presentano sintomi “anche leggeri” di un potenziale contagio da coronavirus.

Inoltre, la quarantena obbligatoria, anche senza sintomi, per lo stesso periodo di tempo, per tutti coloro che arrivano dai paesi della Lombardia e del Veneto, isolati su decisione del governo italiano. 

Restrizioni più blande in Francia ed altri Paesi dell’Africa ed Europa.

Linea molto più morbida quella adottata invece dal governo francese, che si è limitato ad invitare i suoi cittadini a rinviare i loro viaggi nelle zone d’Italia a rischio contagio. 

Ha, inoltre, emesso una serie di “raccomandazioni” per chi rientra dalle due regioni italiane focolaio del coronavirus, invitandoli ad evitare di uscire di casa se non è indispensabile. 

Tra misure drastiche e quarantene ci sono poi paesi in cui sono state prese precauzioni molto più blande. 

Per il momento in paesi come Sudafrica, Egitto, Algeria, Ungheria, Repubblica Ceca, Ucraina e Moldavia ci si limita ad esempio solo a misurare la temperatura corporea di tutti i viaggiatori. 

In molti altri, invece, durante il volo, ci si limita a compilare un questionario, accompagnato da controlli a bordo. 

In Russia ed in Turchia è stato solo sconsigliato di fare per il momento viaggi in Italia, in particolar modo nelle regioni più colpite. 

Infine, in Croazia, Slovenia, Grecia e Serbia, sono state per il momento sospese soltanto le gite scolastiche in Italia. 

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