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15 Aprile 2026
Ultima pubblicazione: 14 aprile 2026 18:20:52
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Attualità

CORONAVIRUS 1969/2019. IL VIRUS DALLA CINA

Coronavirus 1969/2019. Il virus dalla Cina.

“Ci ha trovato del tutto impreparati, arrivando dalla Cina”. 

“Le strade, le fabbriche, gli uffici, i mercati si sono mezzi svuotati”. 

“A riempirsi sono stati gli ospedali”. 

Sembra quasi di ascoltare un servizio del Tg di queste settimane, invece è passato circa mezzo secolo da quando sono state pronunciate queste parole, in un servizio del Tg1. 

L’atmosfera che si respirava nella cronaca di allora è la medesima di oggi. 

Storia che si ripete? Sembrerebbe proprio di sì. 

“Quando Mao starnuta, il mondo si ammala”.

 Affermarono gli inglesi. 

Correva l’anno 1968 quando il Times di Londra riportò la notizia di una grossa epidemia che si era originata in Cina, allora colonia inglese. 

Parliamo dell’influenza A2, ribattezzata anche “Hong Kong 68’’ o la “Spaziale’’ in omaggio ai viaggi lunari. 

Da lì a breve si diffuse prima in Asia, raggiungendo in pochi mesi la zona del Canale di Panama e gli Stati Uniti, portata dai soldati rientrati in California dal Vietnam. 

Per poi raggiungere dopo, circa diciotto mesi, l’Italia e l’Europa. 

Anche l’Australia, il Giappone e diversi paesi dell’Africa, dell’America Centrale e Meridionale furono colpiti. 

La pandemia, nella maggior parte dei Paesi colpiti, si verificò in due ondate. 

Fu però la seconda ondata a causare un numero maggiore di morti. 

La “Hong Kong ’68’’ un po’ come il Coronavirus, partì dalla Cina per fare il giro del mondo. 

Ma oltre all’origine cos’è che in qualche modo ci può portare ad avere la sensazione che a volte la storia sembra proprio ripetersi? 

Ad accomunare le due epidemie, non è solo il Paese d’origine ma anche la sintomatologia. 

Come per il Coronavirus anche i sintomi della Spaziale erano quelli tipici dell’influenza, brividi, febbre, dolore muscolare e debolezza. 

Nella maggior parte dei casi, essi persistevano dai quattro ai sei giorni. 

Anche in questa occasione, furono principalmente le polmoniti virali a risultare fatali per chi rimase contagiato dal virus, soprattutto per i soggetti deboli, anziani, o affetti da altre patologie. 

La cosa che in Italia accomuna maggiormente le due epidemie, sono le zone dei focolai. 

Anche in questo caso la Lombardia fu la regione italiana più lesa, Milano la città più colpita. 

A testimoniarlo le pagine della cronaca milanese. 

Questi alcuni titoli più significativi: 

“Ogni giorno 8 mila a letto con l’influenza. E la situazione peggiora”. 

“Atm in crisi”. “Dei circa 18 mila dipendenti dell’amministrazione comunale, ne sono attualmente ammalati 1.100, pari al 6%”;.

“Le scuole vengono tenute sotto controllo mediante frequenti visite degli ispettori sanitari”.

“La Spaziale ha colpito il Milan”. 

Cos’è che invece distingue le due epidemie? Fortunatamente differiscono nei numeri. 

La Spaziale solo in Italia contagiò più di 13 milioni di persone, rivelandosi letale per 5 mila di loro. 

Altra differenza il vaccino, c’era, ma non fu distribuito in Italia, mentre, almeno per il momento, il vaccino anti-coronavirus non esiste. 

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