Brillerà in una cava di Atripalda l’ordigno del 1943.
Come molti di voi ricorderanno, lo scorso 6 settembre è stato ritrovato ad Avellino un ordigno bellico inesploso, risalente alla Seconda Guerra Mondiale.
L’ordigno, venuto alla luce durante le operazioni di messa in sicurezza del torrente Fenestrelle, giaceva lì dal 14 settembre del 1943.
Giorno in cui la città di Avellino fu interessata da un violento bombardamento aereo da parte delle forze americane, nel tentativo di colpire i tedeschi e di distruggere il Ponte della Ferriera.
Durante il quale persero la vita 3000 persone e gran parte della città fu rasa al suolo.
L’ordigno, un proiettile aereo di 80 centimetri contenente circa 26 chilogrammi di esplosivo, dopo il suo ritrovamento, è stato tempestivamente messo in sicurezza dagli artificieri dell’Esercito.
Attualmente, la bomba adagiata in una trincea, costruita per proteggerla da eventuali straripamenti del fiume, è costantemente monitorata in attesa del giorno in cui sarà fatta brillare.
Vertice in Prefettura
Dopo il vertice preliminare tenutosi presso l’Unità di Crisi di Palazzo di Governo, nel quale è stata decisa la rimozione dell’ordigno.
Lo scorso lunedì, si è tenuto in Prefettura, il secondo tavolo per mettere a punto le modalità e i tempi dell’evacuazione per la messa in sicurezza della zona durante le operazioni di disinnesco.
Durante l’incontro, a cui hanno preso parte la Protezione Civile, il Genio Guastatori dell’Esercito e le aziende che gestiscono i servizi della zona (luce, acqua, gas e telefonia), sono state prese importanti decisioni.
Il raggio d’azione per il distacco di tutte le forniture sarà molto probabilmente inferiore ad un kilometro, come inizialmente preventivato, al fine di ridurre allo stretto necessario le disalimentazioni.
Dove e quando verrà fatta brillare
La bomba verrà fatta brillare in una cava di Atripalda.
La data è ancora da definirsi, ma con molta probabilità sarà tra la fine di marzo e la domenica successiva a Pasqua.
Si è scelto come periodo la primavera visto che le temperature invernali non conciliano con un piano di evacuazione.
Le operazioni, come avviene di consuetudine in casi simili, saranno svolte di domenica, per non influire nelle attività feriali della città.
Il piano di bonifica e sicurezza prevede l’evacuazione di circa 23 mila persone, nel raggio di un chilometro dal luogo del ritrovamento della bomba.
Anche Atripalda sarà interessata dallo sgombero, nel raggio di 350 metri da dove sarà fatta brillare la bomba.
Messa in sicurezza dei cittadini
Risolto il problema principale, adesso bisogna pensare ai cittadini e ai disagi ai quali andranno incontro durante le operazioni, ragion per cui nelle prossime settimane il tavolo si aggiornerà.
Il prossimo incontro sarà con il comparto sanitario, al fine di definire il piano di evacuazione delle strutture sanitarie e l’accoglienza delle persone allettate, che hanno bisogno di cure costanti seppure eseguite a casa.
Fatto ciò, sarà necessario definire il piano di accoglienza dei cittadini evacuati, che non hanno modo di trovare una sistemazione autonoma, durante il tempo necessario per lo svolgimento delle operazioni.
Sarà inoltre necessario organizzare l’accoglienza dei detenuti agli arresti domiciliari.
A tutto ciò si aggiungono le esigenze delle attività commerciali presenti nella zona interessata e tutti i problemi legati alla viabilità.
Il percorso necessario a definire il piano dell’operazione, nei minimi dettagli, si prevede ancora lungo.


