Mentre per Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, la riapertura della scuola fissata per il 7 gennaio potrebbe essere in bilico la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, sembra avere pronto un piano per riaprire i cancelli delle superiori subito dopo l’Epifania.
Miozzo ospite a Radio Anch’io in onda su Rai Radio 1, in merito alla riapertura della scuola il 7 gennaio ha dichiarato:
“Le indicazioni sono di preoccupazione per questa disgraziata curva.
Oggi siamo vicini ai 20mila contagi e ai 600 morti al giorno, le prossime 3 settimane saranno fondamentali perché rischiamo di tornare a 40mila casi al giorno oppure scendere.
Se saremo bravi e riusciremo a scendere, l’inizio dell’anno nuovo consentirà la riapertura delle scuole.
È stata data indicazione alle prefetture di fare dei tavoli di coordinamento, ha aggiunto Miozzo, e i prefetti stanno lavorando veramente bene e stanno creando i presupposti affinché il 75% dei ragazzi delle scuole superiori possa tornare a scuola il 7 gennaio, ma è ovvio che se la curva epidemica schizza verso cifre insostenibili, anche questa data viene messa in discussione.
Quindi è auspicabile che quella curva continui a scendere”.
Dal canto suo Azzolina, che da diverse settimane preme per il ritorno in classe degli studenti il prima possibile, avrebbe messo a punto un piano, che dovrebbe prevedere orari scaglionati di ingesso per scuole e uffici delle grandi città, investimenti da circa 65 milioni di euro sulla rete del trasporto pubblico e, soprattutto, una corsia prioritaria per i tamponi riservata agli istituti scolastici.
Il nodo dei trasporti al momento sembra essere quello più difficile da sciogliere, anche si il ministero dei Trasporti, secondo quanto anticipato a “La Stampa”, avrebbe pronti 65 milioni di euro da stanziare alle Regioni, al fine di aumentare le corse, in particolar modo nelle grandi città.
Ciò consentirebbe una maggiore distribuzione degli studenti che si recano a scuola, e permetterebbe di far viaggiare gli autobus ad una capienza del 50%.
I finanziamenti sembrerebbero essere già dipartiti per regioni, 10 milioni al Lazio, 8 all’Emilia Romagna, 7 a Lombardia, Sicilia e Campania.
L’altro punto su cui si basa il piano della ministra è quello degli orari differenziati.
I prefetti sarebbero a lavoro per poter consentire tre ingressi scaglionati alle 08.00, alle 09.00 e alle 10.00.
Gli ingressi scaglionati oltre ad evitare assembramenti davanti agli istituti scolastici, andrebbero ad alleggerire anche la capienza dei mezzi pubblici.
Rimane poi il terzo punto, ovvero la messa a punto di una corsia preferenziale per i test rapidi per le scuole.
I tamponi rapidi aiuterebbero le istituzioni scolastiche nel tracciamento dei casi positivi tra alunni, docenti e personale Ata. Sarà però compito delle Regioni decidere se ciò possa o meno essere attuabile.


