Covid-19, emergenza senza tetto.
In questo momento in cui siamo chiamati a stare a casa per tutelare la nostra salute e quella degli altri, vi siete chiesti chi non ha una casa come fa a tutelarsi?
In Italia secondo l’Istat, ci sono 50.724 persone senza fissa dimora, di cui 7.709 soltanto nella capitale.
Mentre molti si lamentano di dover stare a casa, sono queste persone che stanno sortendo gli effetti più negativi di questi nuovi decreti di contenimento.
È paradossale il caso di Lambrate, che ha visto come protagonista un senzatetto ucraino, con regolare permesso di soggiorno, che è stato denunciato da una volante del commissariato di polizia, perché non stava rispettando il decreto.
Come questo cittadino, ci sono altre migliaia di persone senza dimora che rischiano di subire una denuncia penale.
È assurdo.
Se anche la giustizia diventa cieca, allora si prospetta un periodo in cui, con la “giustificazione” delle misure, i diritti umani verranno messi da parte.
Anche i senzatetto sono la catena debole di questa emergenza.
Cosa si sta facendo per tutelare la loro salute?
Sono già stati fatti diversi appelli, affinché sia data anche a queste persone la possibilità di avere un ambiente sicuro nel quale possano rispettare lo “stare a casa”.
Ma non solo, è necessario anche creare luoghi, che non siano i centri di accoglienza, i dormitori o le mense, atti ad accogliere tutti i senzatetto che presentano sintomi riconducibili al Covid-19 o che siano risultati positivi al tampone, ma che non necessitano di un ricovero ospedaliero.
Bisogna far in modo che a queste persone sia garantito un luogo dove poter fare la quarantena, un luogo che non sia un marciapiede.
Binario 95, centro polivalente per persone senza dimora a Roma Termini, gestito dalla cooperativa sociale Europe Consulting Onlus, la quale ha lanciato #Vorreistareacasa, una campagna parallela a #iorestoacasa.
Essa ha lo scopo di richiamare l’attenzione non solo sulle difficoltà di chi una casa in cui restare non ce l’ha, ma anche su tutte le difficoltà, che in questi giorni di emergenza, i servizi di accoglienza si trovano a fronteggiare.
Il presidente Alessandro Radicchi, nonché fondatore dell’Osservatorio nazionale della solidarietà nelle stazioni italiane, ha fatto appello alla Regione Lazio e alla Protezione Civile, affinché vengano ampliati i luoghi dell’accoglienza, in quanto quelli già esistenti sono ristretti e risulta difficile, se non impossibile, rispettare le distanze e le norme antivirus.
Un aiuto concreto dai Comuni
Ma devono essere i Comuni ad attivarsi, affinché il tutto possa concretizzarsi.
A tal proposito, anche il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, commissario governativo per l’emergenza coronavirus, ha rivolto un appello alle amministrazioni comunali e alla Regione Lazio, affinché organizzino delle strutture a livello territoriale, atte ad affrontare l’emergenza Coronavirus per i senzatetto.
Il problema delle persone senza dimora ovviamente non esiste solo a Roma, ma è una realtà presente in tantissime, ahimè troppe, città italiane.
Un grido d’aiuto giunge anche dalla Sicilia, dove Zaher Darwish, segretario del Sunia Palermo, ha fatto appello, mediante una lettera ai sindaci delle città metropolitane, al presidente della Regione Sicilia e alle Asp, affinché venga tutelata la salute e la sicurezza dei cittadini senza fissa dimora e con disagio abitativo.
Diamo voce anche a queste persone, facciamo in modo che anche loro possano trovare un luogo che gli permetta di “restare a casa” come tutti noi.
Facciamo in modo che a queste persone, che già vivono in condizioni igieniche precarie, non manchino gel disinfettanti e mascherine, aiutiamo chi è più debole.


