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21 Aprile 2026
Ultima pubblicazione: 20 aprile 2026 15:54:33
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Attualità

CORONAVIRUS, CHE COS’E’ UNA PANDEMIA

Coronavirus, che cos’è una pandemia.

Un virus pericoloso, d’identità non ancora definita, partito dalla Cina e che sta facendo il giro del Mondo, dominandolo. 

Sembra quasi la trama di un film di fantascienza, ma purtroppo è pura realtà. 

Davanti a questa seppur inverosimile realtà, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è arrivata ieri a dichiarare lo stato di “pandemia”. 

“Nelle ultime due settimane – scrive l’OMS – il numero di casi di COVID-19 fuori dalla Cina è aumentato di 13 volte, e il numero di nazioni interessate è triplicato. 

Oggi ci sono oltre 118 mila casi in 114 Paesi e 4.291 persone hanno perso la vita. 

Migliaia in più stanno combattendo per la propria vita negli ospedali. 

Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, ci aspettiamo di vedere il numero di casi, di morti e di nazioni interessate aumentare ulteriormente. 

L’OMS ha valutato questa epidemia in modo puntuale e siamo molto preoccupati, sia per i livelli allarmanti di diffusione e gravità, sia per i livelli allarmanti di inattività.” 

“Pandemia non è una parola da usare a cuor leggero o incautamente” prosegue l’OMS. 

“È una parola che, se usata a sproposito, può causare paura irragionevole o accettazione ingiustificata di una battaglia persa, portando a sofferenze e morti non necessarie. 

Descrivere la situazione come pandemica non cambia la valutazione dell’OMS del pericolo posto da questo coronavirus. 

Non cambia quello che stiamo facendo e quello che i Paesi dovrebbero fare. 

Non abbiamo mai visto una pandemia da coronavirus prima d’ora, ma neanche una pandemia che può essere controllata allo stesso tempo.” 

Cos’è la pandemia? 

La pandemia, dal greco “pandemos”, che significa “tutta la popolazione”, è una malattia epidemica che si espande con molta rapidità in più aree geografiche del mondo e che vede coinvolte numerose persone. 

Tale situazione presuppone la mancanza di immunizzazione dell’uomo verso un patogeno altamente virulento. 

Pertanto, il termine pandemia viene applicato solo a malattie o condizioni patologiche contagiose.

Di conseguenza, molte delle patologie che colpiscono aree molto grandi o l’intero pianeta, come per esempio il cancro, non possono essere considerate pandemiche. 

Quando si arriva a dichiarare uno stato di pandemia? 

Un’infezione virale può arrivare ad essere considerata una pandemia solo nel momento in cui viene causata da un patogeno marcatamente diverso dai ceppi circolati di recente e quando gli esseri umani presentano poca o nessuna immunità ad esso. 

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le condizioni necessarie affinché si possa verificare una vera e propria pandemia sono tre: 

  • la comparsa di un nuovo agente patogeno;
  • la capacità di tale agente di colpire gli uomini;
  • la capacità di tale agente di diffondersi rapidamente per contagio.

Affinché un nuovo virus influenzale possa arrivare ad essere considerato una pandemia deve subire un’evoluzione, che vede sei stadi evolutivi. 

Tale processo ha inizio con un periodo denominato “inter-pandemico”. 

Durante il quale ha origine un virus che infetta gli animali, ma che non comporta pericolo per l’uomo. 

A questa fase ne segue una seconda nella quale il virus, pur rimanendo ancora trasmettibile da animale ad animale, comincia ad assumere caratteristiche, che in caso di mutamento di specie, lo renderebbero pericoloso per l’uomo. 

Al periodo inter-pandemico sussegue quello di “Allerta Pandemica” che comprende altre tre fasi del processo. 

Il virus comincia ad essere trasmissibile da animale ad umano, ma non è ancora trasmissibile da uomo a uomo se non al massimo in rare istanze causate da stretto contatto. 

Successivamente subisce una mutazione tale che lo rende trasmissibile da uomo a uomo, in un ambito localizzato, anche se non è ancora in grado di adattarsi all’uomo. 

Segue poi l’ultima fase, nel quale il virus continua a trasmettersi da uomo a uomo, ma con molta più facilità, rimanendo però sempre abbastanza localizzato e la sua semplicità di trasmissione è indice che si sta adattando agli esseri umani. 

Infine, c’è il “Periodo Pandemico” che vede l’ultima fase del processo, durante la quale il virus perde la sua localizzazione e si diffonde rapidamente tra la popolazione. 

Quali sono state le più importanti pandemie della storia? 

Nella storia si sono verificate numerose pandemie. 

Una delle prime pandemie di cui si ha traccia è quella di febbre tifoide, originatasi durante la guerra del Peloponneso, nel V secolo avanti Cristo. 

La febbre tifoide, ribattezzata “peste di Atene”, per l’origine del focolaio, uccise un quarto delle truppe di Atene ed un quarto della popolazione, nel giro di quattro anni. 

Il focolaio della cosiddetta “peste di Atene” si estese in gran parte del Mediterraneo orientale. 

Alla febbre tifoide seguì, nel VI secolo dopo Cristo, una pandemia di peste bubbonica, denominata “Morbo di Giustiniano”. 

L’epidemia originatasi in Egitto giunse fino a Costantinopoli, uccidendo complessivamente un quarto degli abitanti delle regioni del Mar Mediterraneo orientale. 

Ottocento anni dopo la strage di Costantinopoli, una pandemia di peste, peste nera, probabilmente importata dal Nord della Cina, si diffuse in tutta Europa, uccidendo venti milioni di persone in sei anni. 

A queste seguirono diverse pandemie, ma la madre di tutte le pandemie della storia è stata sicuramente “l’influenza spagnola”. 

Si trattò di un ceppo di influenza particolarmente violenta e letale che si diffuse in tutto il mondo, uccidendo più di 25 milioni di persone. 

Dopo il secondo Conflitto Mondiale, nel 1957, tornò la paura del contagio con la cosiddetta influenza Asiatica, un virus originatosi in Cina che uccise due milioni di persone. 

La pandemia grazie alla messa a punto di un vaccino in tempi record, fu debellata completamente nel 1960. 

Sempre dall’Asia, qualche anno dopo, nel 1968, arrivò l’influenza di Hong Kong, un tipo di influenza aviaria, abbastanza simile all’Asiatica, che in due anni uccise dalle 750mila ai 2 milioni di persone, di cui 34 mila solo negli Stati Uniti. 

Ci sono state altre pandemie nel ventunesimo secolo? 

Prima del Covid-19, l’unica pandemia influenzale del XXI° fu l’influenza A H1N1, denominata originariamente “influenza suina”, perché trasmessa all’uomo proprio dal suino. 

Originatasi in Messico, nell’agosto del 2009, si estese in soli 2 mesi a quasi 80 paesi, raggiungendo anche l’Europa. 

Nel nostro Paese furono oltre un milione e mezzo le persone contagiate. 

La pandemia fortunatamente ebbe un tasso di mortalità molto basso e fu dichiarata debellata dall’OMS circa un anno dopo la sua origine. 

Ad oggi l’influenza suina si comporta similmente ad altri virus stagionali. 

 

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