Covid-19, si rischiano 21 anni di carcere.
Dopo il decreto che ha reso l’intera penisola zona rossa, si inaspriscono anche le sanzioni verso gli inadempienti e chi non rispetta le regole.
Pena minima di 21 anni di reclusione, per omicidio doloso, per chi esce di casa e sa di avere il coronavirus.
Tutti coloro i quali hanno il sospetto di essere affetti da Covid-19, perché manifestano sintomi riconducibili al virus, come febbre, tosse e altri sintomi ad esso associati, devono obbligatoriamente mettersi in quarantena.
Il rischio di contagiare gli altri è molto alto.
Coloro i quali hanno il sospetto di aver contratto il virus, perché sintomatici, e coloro che sono risultati positivi al Coronavirus che non rispetteranno la quarantena rischiano, oltre all’imputazione per violazione dei provvedimenti dell’autorità, un processo per lesioni o tentate lesioni volontarie.
Il tutto si può trasformare addirittura in omicidio volontario se, contagiando qualcuno, se ne causa la morte.
Se infatti dovessero contagiare persone anziane o comunque soggetti a rischio causandone la morte, l’imputazione potrebbe trasformarsi in omicidio doloso pena la reclusione non inferiore a 21 anni.
Infatti in questo modo si accetta il rischio di contagiare altre persone, causandone lesioni o, nei casi più gravi, la morte.
La condotta è punita a titolo di dolo eventuale.
Per intenderci si rischia di essere imputati al pari di chi è sieropositivo, e sa di esserlo, e non avvisa il proprio partner né tanto meno adotta precauzioni per evitare il contagio.
Medesima pena verrà applicata anche a tutti coloro i quali sono venuti a contatto con persone dichiarate positive al coronavirus e pur sapendolo continuano ad avere rapporti sociali o a lavorare con altre persone senza prendere precauzioni o avvisarle.
Non avvertire amici e conoscenti con i quali si hanno avuto contatti negli ultimi giorni, causando il rischio concreto che contagino altre persone, potrebbe costare la stessa imputazione a titolo di dolo eventuale o quantomeno di colpa cosciente.
Tutti hanno il dovere civico di segnalare alle autorità i casi sospetti, ma devono farlo obbligatoriamente tutti i pubblici ufficiali, in questa categoria rientrano anche notai e medici.


