“Sballiamoci” a tavola.
Via libera alla cannabis sulle nostre tavole.
Ancora oggi intorno all’argomento gravitano diffidenze e pregiudizi.
Per un lunghissimo periodo di tempo la canapa è stata associata alla droga, lasciando quasi celati i suoi numerosissimi benefici.
La canapa, una pianta tanto vecchia quanto benefica, ha conosciuto la sua rinascita dal momento in cui in molti paesi, europei e non, è stata progressivamente liberalizzata e legalizzata.
Confermandosi sempre più come risorsa versatile, dagli innumerevoli impieghi.
La canapa viene, infatti, impiegata come materia prima, in molteplici settori, che vanno da quello tessile a quello alimentare, passando attraverso la cosmesi e l’edilizia.
Oggi, che siamo sempre più alla ricerca di alimenti che vanno ad appagare anima e corpo, e la canapa si sta collocando tra quelli che possiamo definire superfood, ovvero alimenti dalla duplice funzione, nutriente e curativa.
Ed ecco che sulle nostre tavole stanno arrivando biscotti, taralli, pane, farina, olio, birra, ricotta, bevande e cibi vegani, rigorosamente a base di canapa.
È il seme la parte della pianta da cui si ricavano principalmente le materie prime, esso ha un altissimo contenuto di acidi grassi essenziali e vitamine del gruppo B.
Inoltre, è un ottimo alleato per rinforzare il sistema immunitario, abbassare i livelli di colesterolo e fornire al corpo un apporto di nutrienti di cui le comuni diete sono spesso carenti.
La canapa, inoltre, si sta rilevando un ingrediente amico anche per gli intolleranti al glutine, che stanno cominciando a fare largo consumo di farina di canapa.
Sulla scia di questa nuova tendenza alimentare, molti ristoranti si stanno attrezzando nel proporre piatti a base di canapa.
Dopo il largo successo che hanno avuto negli Stati Uniti e in alcune delle più grandi capitali europee, come Londra, stanno trovando larga diffusione anche nel nostro Paese.
Da nord a sud dello stivale, è possibile, infatti, trovare numerosi ristoranti e bar, che stanno proponendo piatti e bevande a base di cannabis.
Il via libera dell’impiego sulle nostre tavole, è dato dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, del decreto che fissa i limiti massimi di tetraidrocannabinolo (THC).
Il decreto, secondo la Coldiretti, ha dato “finalmente risposta alle centinaia di aziende agricole che hanno investito nella coltivazione di questo tipo di pianta, con i terreni coltivati in Italia che nel giro di cinque anni sono aumentati di dieci volte, dai 400 ettari del 2013 a quasi 4000 nel 2018”.
Oltre al settore alimentare, come abbiamo accennato poc’anzi, la canapa sta trovando largo impiego anche nella cosmesi.
Sono tantissimi i prodotti cosmetici in commercio come: creme, saponi, oli, bagnoschiuma.
Si tratta, nella maggior parte dei casi, di essenze naturali, adatti per reidratare a fondo e donare elasticità a pelli tendenti alla secchezza e alla screpolatura.
L’impiego della canapa in vari settori, sta riscuotendo successo soprattutto grazie al suo limitato impatto ambientale.
Nella produzione tessile, ad esempio, rispetto al cotone, rende il 10% in più, e non richiede pesticidi o fertilizzanti.
È questo che spinge sempre più coltivatori verso la sua produzione.
Ai più curiosi non resta che provare.


