Marco Grimaldi – “Bocciata la nostra proposta di tassa di successione per i super ricchi. Auspichiamo che diventi parte del programma del campo progressista.
È stata bocciata la nostra proposta di alzare la tassa di successione sopra i 5 e i 100 milioni. In modo progressivo.
L’imposta sulle successioni italiane gode di un regime fra i più bassi di tutto il mondo avanzato essendo caratterizzata da franchigie elevate e da aliquote basse e poco progressive.
Di conseguenza, il gettito dell’imposta risulta piuttosto modesto ( circa 1 miliardo l’anno) e significativamente inferiore rispetto a quello dei principali Paesi europei, a fronte di un alto valore in rapporto al Pil, circa il 20%, ossia quasi il triplo della spesa sanitaria italiana.
Il sistema fiscale italiano è particolarmente vantaggioso soprattutto per chi eredita grandi patrimoni, creando una disparità rispetto ad altri Paesi dove l’imposta non solo è molto più elevata, ma è anche progressiva a differenza della nostra aliquota “flat”, contribuendo quindi a un maggiore equilibrio redistributivo.
Un’imposta sulle successioni, se troppo mite e con franchigie troppo alte, rischia di trasformarsi in una tutela implicita della c.d “ereditocrazia” , ossia di quel sistema in cui solo 79 famiglie possiedono più di un miliardo di euro di patrimonio, come quelle dei Ferrero, Del Vecchio, Elkann, Berlusconi, Caltagirone, Ferrari, Armani, Benetton, Prada vivono di rendite, stock option, profitti e produzioni trasferiti all’estero.
Chiedevamo giustizia non vendetta. C’è una notizia positiva. Le opposizioni hanno votato con noi”


