Andrea Orlando – “In pochi giorni tutti gli effetti del cosiddetto decreto bollette si sono volatilizzati, perché il costo dell’energia è ripartito.
Io credo che gli utenti, le famiglie non si accorgeranno neanche degli effetti. In quel decreto erano contenute altre cose che sono andate a sbattere a 150 all’ora contro un muro: si voleva rivedere la normativa nella definizione dei crediti di carbonio, cioè la tassa che si paga sulle emissioni di carbonio a livello europeo, e l’Italia è rimasta beatamente sola.
Anziché intervenire sugli extraprofitti delle imprese e sull’utilizzo delle risorse che arrivano da questa tassazione europea, che non si sa dove vanno a finire, si è fatta questa uscita propagandistica che non ha trovato nessun consenso a livello europeo.
Pertanto alla fine, strutturalmente, la formazione del costo dell’energia resterà quello e lo stesso vale per il costo delle bollette per imprese e famiglie.
E adesso cosa ci si inventa? La riapertura delle centrali a carbone.
Tutti sanno che le centrali a carbone, per ripartire, avrebbero bisogno di molto tempo e soprattutto che, non avendo fatto investimenti di adeguamento, saranno estremamente inquinanti, faranno fare un passo indietro.
Anziché incentivare un passaggio verso le rinnovabili che consentirebbe di ridurre i prezzi in modo strutturale e ridurre la dipendenza da altri Paesi, torniamo indietro, facciamo propaganda e gli italiani continuano a pagare delle bollette a dei livelli stratosferici”


