Beatrice Lorenzin – “Le nuove stime al ribasso dell’OCSE e di Confindustria raccontano una realtà che il Governo continua a ignorare.
Nel 2026 l’Italia crescerà appena dello 0,4%, e nel 2027 si fermerà intorno allo 0,6%.
Una crescita debole, tra le più basse in Europa, ed esposta a ogni crisi internazionale, senza una strategia chiara per rafforzare il sistema economico.
Nel frattempo i prezzi salgono, l’energia pesa su famiglie e imprese e il potere d’acquisto si riduce.
E a questo si sommano gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico, che stanno mettendo in difficoltà l’agricoltura e rischiano di tradursi in nuovi aumenti sui beni essenziali, come frutta e verdura.
Non un’emergenza improvvisa, ma il risultato di scelte – e soprattutto di mancate scelte! – che vanno avanti da tempo.
Serve una direzione chiara, lo chiediamo da anni: il Governo affronti il nodo dell’energia.
Il Paese non ha bisogno di misure spot come quella sulle accise, durata appena venti giorni a ridosso del referendum e di cui non faremo in tempo nemmeno a vedere gli effetti.
Senza una visione, l’Italia resta ferma. E a pagare, come sempre, sono i cittadini”


