Emissioni elettromagnetiche in aumento, l’Italia si allinea all’Europa.
La IX Commissione della Camera dei Deputati, dedicata a Trasporti, poste e telecomunicazioni, ha approvato il provvedimento che porterà l’Italia ad allinearsi agli altri Paesi europei per quanto riguarda il numero di emissioni elettromagnetiche emesse.
Ad oggi il nostro Paese ha i limiti più bassi in Europa in merito alle ammissioni elettromagnetiche, con un massimo di 6V/m.
Proprio a causa di queste restrizioni, gli operatori telefonici sono costretti ad aumentare il numero di installazioni di siti di trasmissione e antenne per la telefonia mobile, causando spesso disagi sia sul territorio, che ai consumatori che vedono le proprie tariffe aumentare di continuo.
Per quanto sia positivo il passaggio ad un limite di emissioni di 61 V/m e a 10 W/mq, non sono poche le preoccupazioni da parte dei cittadini italiani, spaventati dall’aumento di inquinamento elettromagnetico.
L’ Alleanza italiana Stop 5G, ha dato inizio ad uno sciopero della fame per sensibilizzare riguardo l’argomento, raccogliendo, inoltre, 60.000 firme contro il provvedimento:
“Se la manovra venisse infatti approvata anche dal Parlamento e/o dal Governo, su tutta Italia verrebbe ad abbattersi un vero e proprio tsunami elettromagnetico senza precedenti, aumentando l’overdose elettromagnetica di un valore arbitrario pari a ben 10 volte più alto di quello di oggi (in fisica un ordine di grandezza più alto di 110 volte), il tutto per favorire il 5G nell’installazione di milioni di nuove antenne via terra e del Wi- Fi dallo spazio”, hanno affermato i membri dell’organizzazione.
Quelle dell’Alleanza Italiana Stop 5G sono considerate, dagli esperti del settore, affermazioni arbitrarie, non rette da nessuna evidenza scientifica.
Non sembrano, infatti, esserci prove riguardanti i potenziali danni alla salute delle onde elettromagnetiche, se mantenute nei limiti prescritti dalla legge.
All’approvazione del provvedimento, i consumatori potrebbero salutare per lungo tempo gli aumenti dei propri piani tariffari e il territorio gioverà della rimozione delle vecchie antenne, non più utili al raggiungimento di una copertura nazionale della rete 5G.


