Lasciarsi coinvolgere in discussioni molto accese sui social, o lanciare in rete post offensivi può costare una condanna per diffamazione aggravata.
Il reato è quello previsto dall’articolo 595, del Codice penale che punisce con la reclusione da sei mesi a tre anni, o con una multa minima di 516 euro, chi offenda l’altrui reputazione comunicando con un mezzo di pubblicità.
Per i giudici, anche un messaggio postato a un gruppo limitato di amici ha potenzialmente la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone. Così, uno sfogo rischia di sconfinare in un crimine.
Diffamatorio, anche il commento che marchi un giornalista come uno pseudo giornalaio.


