Nuovo focolaio nel Trevigiano in uno stabilimento Aia di Vazzola.
Il cluster, che si è originato qualche giorno fa, ha coinvolto al momento 182 persone tra dipendenti e familiari la maggior parte dei quali ad eccezione di due, sono fortunatamente asintomatici e si trovano in quarantena domiciliare.
Come si apprende da Treviso Today, sembrerebbe che 18 dei positivi erano appena rientrati dalle vacanze all’estero.
Oggi al termine di un vertice tenutosi in prefettura, a cui erano presenti, tra gli altri, il direttore generale dell’azienda sanitaria Ulss n.2 di Treviso, Francesco Benazzi, e il sindaco di Vazzola, Giovanni Zanon, è stata esclusa l’ipotesi della chiusura dello stabilimento.
L’interruzione dell’attività di macellazione, come è stato sottolineato, comporterebbe l’abbattimento di circa 1,5 milioni di capi di pollame, evento che avrebbe avuto ripercussioni non semplici sul fronte igienico sanitario.
La prefettura insieme con le autorità sanitarie e municipali ha infatti deciso di non chiudere l’impianto ma di ridurre invece la produzione del 50%, ed ha imposto che venga garantito un distanziando tra le postazioni operative e venga diminuito il numero dei lavoratori per turno.
La prossima settimana verrà eseguito un nuovo screening con l’utilizzo delle nuove procedure rapide, così da dare una rapida risposta ai dipendenti.


