La convinzione di una seconda ondata di Coronavirus in Europa, verso l’autunno si fa sempre più forte.
In queste ore l’Oms ha fatto il punto sulla situazione della pandemia.
“Ancora oggi abbiamo picchi di contagi nella prima ondata in molti paesi.
Siamo ancora nella prima ondata, ma dobbiamo prepararci per l’autunno, quando Covid-19 incontrerà influenza stagionale e polmoniti.
Il virus circola ancora attivamente, e non abbiamo farmaci e vaccini specifici efficaci”.
Ha dichiarato durante una conferenza stampa il direttore regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità, Hans Kluge.
Inoltre lo stesso ha tenuto a sottolineare quanto ancora il Coronavirus costituisca un pericolo per l’Europa.
“Anche se c’è una percentuale decrescente di casi globali rispetto all’inizio dell’anno, continuiamo ad avere quasi 20.000 nuovi casi e oltre 700 nuovi decessi ogni giorno.
La scorsa settimana, l’Europa ha visto un aumento dei casi settimanali di Covid-19 per la prima volta da mesi.
Per settimane ho parlato di questo rischio e in diversi paesi in Europa, questo rischio è diventato realtà: 30 paesi hanno visto un aumento di nuovi casi cumulativi nelle ultime due settimane”, ha detto Kluge.
“In 11 di questi paesi – ha aggiunto – la trasmissione accelerata ha portato a una ripresa molto significativa che, se non controllata, spingerebbe di nuovo i sistemi sanitari sull’orlo della crisi”.
Inoltre sempre in conferenza stampa l’Oms attraverso la voce di Catherine Smallwood, responsabile emergenze dell’Organizzazione mondiale della sanità in Europa ha messo in guardia gli europei riguardo i pericoli relativi a possibili viaggi.
“Tutti non vediamo l’ora di avere un break estivo. La decisione di quando e dove viaggiare deve essere presa a livello individuale, sulla base di dove si vive e di dove si vuole andare.
Bisogna seguire i consigli delle autorità sanitarie e fare scelte sagge, soprattutto considerando se ci sono soggetti vulnerabili o anziani.
Esistono informazioni attendibili su dove il virus è più presente – ha aggiunti la Smallwood – sui siti delle autorità sanitarie nazionali e su quello dell’Oms.
Ci sono ancora rischi associati al Coronavirus in molte aree della regione europea e bisogna considerare questi rischi, badando a chi viaggia, da dove si parte e dove si va.
Bisogna in ogni caso evitare le situazioni in cui non è possibile mantenere il distanziamento fisico.
La scelta deve essere individuale, saggia e basata sui consigli delle istituzioni sanitarie”.


