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25 Maggio 2026
Ultima pubblicazione: 24 maggio 2026 11:58:20
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Politica

IL GOVERNO LANCIA LA FASE 2, SPERIAMO BENE

Il governo lancia la fase 2, speriamo bene. Se ami l’Italia mantieni le distanze.

Non bisogna mai avvicinarsi, la distanza di sicurezza deve essere di almeno un metro”.

Con queste parole ha esordito, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante il suo discorso tenuto alla Nazione nella serata di ieri sera, con il quale ha presentato il nuovo decreto che entrerà in vigore a partire dal prossimo 4 maggio.

Tra meno di due settimane entreremo quindi nel vivo della tanto attesa “fase 2”, che comporterà un allentamento graduale del lockdown introdotto lo scorso 9 marzo, per contenere l’emergenza da nuovo coronavirus.

Ma cosa cambierà a partire dal prossimo 4 maggio?

Come ha spiegato lo stesso premier il 4 maggio non è sinonimo di “libera tutti”, come molti avevano erroneamente creduto e sperato, altrimenti si rischierebbe di far risalire la curava del contagio, in quel caso potrebbero essere reintrodotte delle restrizioni, vanificando così gli sforzi che abbiamo fatto in questi mesi di lockdown.

Vediamo cosa cambia per i cittadini.

Fino al 18 maggio all’interno delle regioni continuerà a essere possibile spostarsi solo per “comprovate ragioni”.

Come si legge nel decreto:

“Sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento interpersonale di almeno un metro e vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie”.

Resta in vigore il divieto di spostarsi in una regione diversa.

“È fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute, è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.

Restando in tema di spostamenti saranno garantiti i trasporti ma si dovrà evitare sovraffollamento.

Spetterà ai presidente delle Regioni la disposizione della “programmazione del servizio erogato dalle aziende del trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza COVID-19 sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali, la cui erogazione deve, comunque, essere modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto nelle fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza di utenti”.

“I passeggeri dovranno indossare necessariamente una mascherina, anche di stoffa, per la protezione del naso e della bocca” e sugli autobus e sui tram si dovrà garantire “un numero massimo di passeggeri, in modo da consentire il rispetto della distanza di un metro tra gli stessi, contrassegnando con marker i posti che non possono essere occupati.

Per la gestione dell’affollamento del veicolo, l’azienda può dettare disposizioni organizzative al conducente tese anche a non effettuare alcune fermate”.

Dal 4 maggio scatterà anche l’obbligo dell’utilizzo di dispositivi di sicurezza, mascherine, “in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento del distanziamento fisico”.

Sono esentati da tale obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, ed “i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti”.

Visto l’obbligo il governo si impegnerà ad eliminare l’iva sulle mascherine in modo da permetterne la vendita ad un prezzo contingentato.

Con la fase due, sarà consentita anche la riapertura di parchi e giardini, ma solo di quelli in cui sarà possibile far rispettare ingressi contingentati.

“Il sindaco potrà disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto di quanto previsto dalla presente lettera”.

Resteranno invece chiuse “le aree attrezzate per il gioco dei bambini”.

Sarà possibile svolgere attività sportive all’aperto anche lontano dal proprio domicilio, a condizioni che si tratti però di attività individuali.

Potranno ricominciare ad allenarsi gli atleti professionisti che praticano discipline individuali.

Per gli sport di squadra invece si dovrà attendere il 18 maggio.

Inoltre con la fase due si potrà dare finalmente degna sepoltura ai defunti.

Saranno consentiti i funerali che, dove sarà possibile dovranno svolgersi all’aperto.

Al rito funebre però non potranno prendere parte più di 15 persone.

Purtroppo con grande disapprovazione dei fedeli, non potranno svolgersi, invece, le altre funzioni religiose, anche se i luoghi di culto potranno essere aperti.

La loro apertura sarà “condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”.

Per quanto riguarda invece le attività produttive cosa comporterà questa fase due?

Le attività produttive saranno riaperte a tappe.

A partire da oggi, 27 aprile, potranno riaprire i battenti tutte le attività imprenditoriali manifatturiere legate al mondo dell’export e i cantieri su dissesto, scuola, carceri ed edilizia residenziale pubblica.

Per i cantieri privati si dovrà attendere invece il 4 maggio.

Oltre ai cantieri dal 4 maggio potranno riaprire anche i ristoranti e non solo con servizio a domicilio ma anche nella modalità asporto.

Ma ha ribadito il premier “nessuno pensi che siano consentiti assembramenti davanti agli esercizi.

Occorrerà mettersi in fila, entrare uno alla volta e il cibo si consumerà a casa, non davanti al ristorante”.

A partire invece dal 18 maggio ci sarà il via libera al commercio al dettaglio.

Si dovrà invece attendere il 1° giugno per la riapertura di bar e ristoranti, centri estetici e parrucchieri, considerati luoghi ad alto rischio di contagio, vista la prossimità tra gli individui.

Restano invece sospese “le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi”. 

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