Crolla il prezzo del petrolio, ma fare il pieno alla pompa costa ancora caro.
Mentre per effetto della pandemia in atto, il prezzo del petrolio sui mercati internazionali continua a calare, registrando il suo minimo storico, in Italia il prezzo di benzina e di gasolio scende con il contagocce.
Teoricamente con un tale ribasso del prezzo del greggio i prezzi dei carburanti sarebbero dovuti scendere di circa 15-20 centesimi, ma così non è stato.
Stando a quanto riportato dal Quotidiano Energia, nonostante la debacle del Wti americano i prezzi sulla rete italiana sono sostanzialmente stabili.
Stando sempre all’elaborazione del Quotidiano Energia, basata sui dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi carburanti del Mise, nella mattinata di ieri, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è 1,420 euro al litro, rispetto a 1,423 di ieri, con i diversi marchi compresi tra 1,411 e 1,438 euro/litro (no logo 1,414).
Il prezzo medio praticato del diesel self è 1,311 euro/litro (ieri 1,313), con le compagnie posizionate tra 1,305 e 1,329 euro/litro (no logo 1,303).
Quanto al servito, per la verde il prezzo medio praticato è 1,574 euro/litro (ieri 1,578), con gli impianti colorati che mostrano prezzi medi praticati tra 1,533 e 1,635 euro/litro (no logo 1,473), mentre per il diesel la media è di 1,467 euro/litro (1,470 il livello rilevato ieri), con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi praticati compresi tra 1,429 e 1,533 euro/litro (no logo 1,363).
Infine, il Gpl va da 0,592 a 0,612 (no logo 0,589).
Ma a cosa deve essere attribuita questa discesa dei prezzi del carburante con il contagocce nel nostro paese?
Due sono le motivazioni più plausibili.
La prima è da attribuire al fatto che, circa i due terzi del prezzo finale sono rappresentati dai tributi, accise e Iva, e quindi il ribasso della materia prima agisce su una piccola parte del prezzo.
La seconda invece è di natura industriale.
Per effetto del lockdown da Coronavirus i consumi di carburante, hanno registrato un significativo crollo, riducendo quelle economie di scala che consentono prezzi più contenuti.
Si sono registrate perdite del 60-70% del mercato che hanno raggiunto punte del 90% soprattutto al nord Italia.


