Esame di stato, terza media e privatisti.
Mentre molti paesi europei si sono detti pronti a riaprire le scuole nelle prossime settimane, in Italia tale possibilità si fa sempre più remota, anche se al momento non è ancora stato firmato nessun atto ufficiale.
Se gli studenti italiani non dovessero tornare sui banchi di scuola prima del prossimo anno scolastico, quale sarà la sorte dei circa 500mila maturandi?
La risposta arriva direttamente dal ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che in suo post pubblicato su Facebook nella giornata di ieri ha scritto:
“Ho letto l’appello di Paolo Giordano sul Corriere della Sera: chiede di svolgere l’orale degli Esami di Stato in presenza.
Come docente conosco bene il peso specifico che questa prova ha nella vita dei nostri ragazzi.
Mi sono battuta fin dall’inizio dell’emergenza per salvaguardare gli esami.
L’Italia infatti è tra i Paesi, in Europa, che hanno deciso di mantenerli e di non annullarli.
Anche per questo, come ho già detto ieri, auspico davvero che ci sia la possibilità, come anche tanti ragazzi ci stanno chiedendo, di svolgere almeno l’orale in presenza.
Ovviamente nelle giuste condizioni di sicurezza per la salute di tutti”.
Sempre su Facebook la ministra scrive di aver firmato l’ordinanza sulla composizione della commissione per l’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo d’istruzione.
La commissione sarà formata da sei membri interni e dal presidente esterno.
“In questo modo gli studenti saranno valutati da docenti che conoscono il loro percorso e quanto realmente fatto durante questo particolare anno scolastico.
Vogliamo un esame di Stato serio, vero, ma che tenga conto anche delle difficoltà affrontate a causa dell’emergenza ancora in atto”.
I presidenti saranno nominati dagli uffici scolastici regionali, i commissari dai consigli di classe, che si potranno riunire anche “a distanza”.
Nella composizione della commissione, come precisato dal Ministero, si terrà conto dell’equilibrio tra le varie discipline di ciascun indirizzo.
In ogni caso, sarà assicurata la presenza del commissario di italiano e di uno o più commissari che insegnano le discipline di indirizzo.
Potranno essere scelti come commissari sia docenti a tempo determinato che a tempo indeterminato.
Anche se un esame di maturità in una forma così breve non si era visto dal dopoguerra.
La formula proposta dalla ministra Azzolina ha ricevuto il plauso anche da parte dell’Associazione nazionale presidi, per la quale la nuova composizione della commissione d’esame “garantisce data l’eccezionalità della situazione, una valutazione finale più aderente ai risultati conseguiti e all’impegno dimostrato dagli studenti”.
L’ordinanza firmata dalla ministra se da una parte stabilisce i criteri con cui i dirigenti e i docenti possono candidarsi a diventare presidenti di commissione, e le varie eccezioni, dall’altra non precisa la modalità dello svolgimento dell’esame.
Modalità che la ministra Azzolina ha detto di voler stabilire solo in seguito, sulla base di valutazioni sul contenimento dell’epidemia.
Quest’anno, tenuto conto del periodo dell’emergenza, tutti avranno la possibilità di sostenere l’esame di maturità, non ci saranno non ammessi.
Vista la quasi impossibilità che la scuola riapra i battenti entro il 18 maggio, come era stato ipotizzato in precedenza, per l’esame di maturità resta in piedi solo la possibilità di un’unica prova orale, senza i primi due scritti.
Sarà un colloquio lungo, che potrà contenere anche esercitazioni o traduzioni.
Se sarà possibile, si opterà almeno per mantenere un colloquio orale, di presenza, col candidato, nel rispetto delle misure di sicurezza, altrimenti l’esame dovrà essere svolto interamente con i mezzi della didattica a distanza, quindi sulle piattaforme online.
Mancano dalla riorganizzazione, almeno per il momento, i privatisti, che chiedono di poter rientrare nelle stesse modalità scelte per chi frequenta una scuola pubblica.
I maturandi non sono gli unici a dover sostenere una prova finale, ci sono anche gli alunni di terza media.
Quest’anno gli esami di terza media non ci saranno.
Con molta probabilità ci sarà solo una tesina che i ragazzi dovranno inviare ai loro professori prima della fine dell’anno scolastico.
Per quanto riguarda invece tutti gli altri studenti saranno ammessi tutti alla classe successiva, non ci saranno quindi bocciati, chi dovrà recuperare alcune materie lo farà a settembre.


