Il nuovo sistema integrato dell’Agenzia delle entrate, dal primo febbraio darà il via ad una nuova riforma del catasto.
Il nuovo archivio integrato sulla casa, il “SIT” (Sistema integrato del territorio) custodirà gli atti e gli elaborati catastali registrati nel Sistema informativo del fisco, mappando, inoltre, tutti gli immobili e riclassificando il loro valore.
Il timore, è che ciò possa portare ad un aumento di Imu, Irpef e imposte di registro.
Nuovi criteri per le visure.
Nel provvedimento n. 20143 del 26 gennaio 2021, l’Agenzia delle entrate ha provveduto a disciplinare le consultazioni di atti e elaborati catastali, presso gli uffici dell’Agenzia o per via telematica, formulando nuovi criteri per eseguire le visure.
Ma questo nuovo sistema potrebbe portare ad una riclassificazione del valore delle case e quindi ad un aumento delle tasse.
La Camera aveva già bloccato un provvedimento che avrebbe portato a nuove forme di tassazione sulla ricchezza, rivolta a chi possiede un patrimonio superiore ai 500mila euro, comprensivo di beni come la prima casa.
Nonostante il momento difficile e la crisi di governo in atto, parte del Pd e di Leu, però, sono pronti a tornare alla carica.
L’idea di inserire questa nuova imposta, è nata dall’intento di alleggerire il carico fiscale sui lavoratori aumentando, però, le tasse sui consumi e sulla ricchezza.
A chi colpisce di più.
La nuova Imu andrebbe a colpire principalmente il ceto medio, che attualmente è tassato tra il 38 e il 43%.
Nicolò Rebecchini, presidente dell’Associazione dei Costruttori di Roma, afferma: “Un aumento della tassazione di un bene come quello della casa avrebbe un pericoloso effetto negativo per le famiglie che spesso, con grande sacrificio, hanno acquistato la propria abitazione o quella per i propri figli”.
La città che registrerebbe un aumento maggiore è Messina, dove la differenza di valore tra prezzo di mercato e imponibile prima casa supera il 300%, mentre per l’Imu si ferma al 176%.
Il capoluogo con la minor differenza è Padova, dove il divario con l’imponibile Imu attuale è del 17%.
A Milano il valore Imu è minore del 172% rispetto al prezzo di mercato. A Roma, invece, si riduce a circa il 60%.


