30 persone in quarantena ad Ariano Irpino.
L’emergenza Coronavirus sta mandando letteralmente in tilt il sistema sanitario italiano, ad aggravare la situazione è spesso la nostra irresponsabilità.
La stessa irresponsabilità che ha portato alla chiusura temporanea del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Ottone Frangipane di Ariano Irpino.
Due casi sospetti di Coronavirus, la causa della chiusura.
Nella serata di ieri, una donna arianese che accusava sintomi respiratori e febbre, accompagnata dal marito, ha bypassato il pre-triage, opportunamente allestito all’esterno del nosocomio, e si è presentata direttamente in pronto soccorso, facendo scattare immediatamente le procedure di sicurezza.
Il pronto soccorso dell’ospedale è stato chiuso d’urgenza e sottoposto a sanificazione, mentre la donna è stata trasferita, con tutti i dispositivi di sicurezza necessari, all’ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino.
Qui è stata sottoposta a tampone inviato per un riscontro all’ospedale Cotugno di Napoli.
Per sicurezza è stato necessario mettere in isolamento fiduciario, nelle proprie abitazioni, tutti gli operatori, infermieri, portantini e medici, che erano presenti al momento dell’arrivo della donna, al pronto soccorso di Ariano Irpino.
All’alba lo scenario si ripete.
Un 50enne, sempre di Ariano Irpino, giunto a bordo di un’ambulanza del 118, con un quadro clinico ancora più serio della signora, viene portato direttamente in pronto soccorso saltando il pre-triage.
Il reparto di primo intervento viene chiuso nuovamente, per essere sottoposto ad un ulteriore sanificazione, e tutto il personale presente al momento, viene messo in quarantena, insieme agli operatori del 118, che avevano soccorso l’uomo, allertati inizialmente per una semplice dispnea.
L’uomo è stato successivamente trasportato d’urgenza all’ospedale Moscati.
Questi non sono gli unici casi, basta sfogliare le notizie di questi giorni, per capire che ci sono stati casi simili su tutto il territorio nazionale.
Se continuiamo su questa strada, tra qualche giorno avremo più personale medico in quarantena che in servizio.
Purtroppo ancora una volta, per l’incoscienza di pochi, a pagare è la collettività.
In uno stato d’emergenza come questo che stiamo vivendo, non ci possiamo permettere il lusso di essere incoscienti, lo dobbiamo non solo a noi stessi ma soprattutto agli altri.


