Debora Serracchiani – “Restare in silenzio per mesi, mentre Trump alzava ogni giorno il livello dello scontro.
E davanti a provocazioni sempre più estreme, accettare una linea subalterna, senza mai una voce autonoma dell’Italia.
Per poi essere scaricata così, nell’esatto momento in cui ha fatto ciò che doveva: prendere posizione, difendere Papa Leone XIV.
Sia chiaro: gli attacchi che Trump le ha rivolto sono gravi e vanno respinti senza ambiguità.
Nessun leader straniero può permettersi di trattare così l’Italia e le sue istituzioni.
Ma Meloni è rimasta vittima della stessa logica che ha scelto: quella dello scontro continuo, dei rapporti di forza, dell’attacco feroce a chi dissente.
E allora la domanda resta: ne è valsa la pena sacrificare la voce dell’Italia? La nostra credibilità?
Una credibilità che andava costruita con coerenza, autonomia, scelte chiare.
Perché se scegli di restare in silenzio finché quel silenzio è sostenibile, alla fine gli altri avranno già deciso per te.”


