Covid-19: violò la quarantena, assolta 45enne di Atripalda.
I fatti risalgono al marzo del 2021, quando una donna residente ad Atripalda, sottoposta all’obbligo di quarantena per positività al covid-19, si allontanò dalla propria abitazione per recarsi in una vicina attività commerciale.
Su segnalazione di alcuni passanti che erano a conoscenza della sua positività e l’avevano vista passeggiare per le strade della città del Sabato, la Polizia Locale intervenne ed accertò che la donna era effettivamente sottoposta all’isolamento domiciliare con provvedimento dell’Asl di Atripalda, in quanto positiva all’infezione da Sars – Covid 19.
La donna fu immediatamente riaccompagnata presso la propria abitazione dai Vigili Urbani di Atripalda che l’avevano sorpresa e fu poi denunciata dagli stessi alla Procura della Repubblica di Avellino.
Durante il Processo, svoltosi dinanzi al Tribunale di Avellino, nella persona della Dott.ssa Sonia Matarazzo, il difensore dell’imputata, l’Avv. Assia Iannaccone, ha dimostrato che la propria assistita aveva violato l’obbligo di quarantena solo perché in preda ad un forte attacco di panico, causato proprio dalla condizione di isolamento alla quale era costretta oramai da circa 20 giorni.
Tra l’altro, la difesa, ha rappresentato al Giudice che la signora era uscita dalla propria abitazione indossando la mascherina ed evitando qualsiasi contatto durante il proprio tragitto, riducendo pertanto il pericolo di danni a terzi.
I segni di disagio psichico, infatti, erano stati manifestati dall’imputata sin dall’inizio dell’isolamento, circostanza confermata dai familiari conviventi ed ampiamente documentata al Tribunale.
I familiari, già nell’immediatezza dei fatti hanno dichiarato alle forze dell’ordine intervenute, di aver tentato invano di evitare che la donna lasciasse l’abitazione e che quest’ultima noncurante degli avvertimenti si fosse comunque allontanata.
Sebbene la Procura della Repubblica di Avellino avesse chiesto la condanna a due mesi di arresto ed euro 500 di ammenda, il Tribunale, tenuto conto della condizioni di fragilità emotiva nella quale la signora versava al momento dell’episodio e del ridotto rischio di danni a terzi, lo ha ritenuto di particolare tenuità, assolvendola pertanto da tutti i capi di imputazione.


