Atripalda: si continuano a smaltire tronchi su Pineta Sessa.
C’è ancora parecchio materiale da smaltire sulla Pineta Sessa o se preferite sul Parco Pubblico di San Gregorio, oggetto di furibonde polemiche nelle scorse settimane.
Noi ci passiamo una volta a settimana e puntualmente troviamo tronchi di alberi tagliati ed ammassati in posti diversi, pronti per essere caricati verso destinazioni a noi sconosciute.
Le foto sono state scattate questa mattina.
Ma quanti alberi hanno fatto fuori? Una stima ben precisa, almeno dalle notizie in nostro possesso è difficile da farsi.
Il bombardamento senza ordigni, ma con il solo uso di motoseghe professionali messo a segno dall’amministrazione, ha decretato la morte in vita di alberi non più nel pieno della loro “giovinezza”, almeno secondo il governo cittadino.
Una sorta di eutanasia vegetale di massa che non ha scosso minimamente la coscienza di chi ha “armato” con la sua decisione tale gesto, anzi, se vogliamo dirla tutta, ha portato un discreto gruzzoletto nelle casse comunali, circa 46mila euro.
Era veramente necessario tale scempio?
Si vocifera, ipotesi tutta da verificare, che qualche colatina di cemento potrebbe materializzarsi, come per incanto, nelle immediate vicinanze, se non addirittura all’interno della Pineta stessa.
La cosa detta così sembrerebbe una cazzata, una cattiveria per screditare l’amministrazione Spagnuolo (tranquilli a questo ci pensano da soli), e noi ci auguriamo che lo sia, tuttavia non va dimenticato che l’ingegnere Geppino, a impastare cemento è un maestro.
I permessi a costruire ne sono la testimonianza. In cinque anni si è perso il conto. Per informazioni più dettagliate consultare l’Albo Pretorio del Comune.
“Quello che se firato e fà isso, non hanno fatto tre amministrazioni”. Prendiamo in prestito tale affermazione, frutto di una chiacchierata tra gli amici del primo cittadino di Atripalda
Il professionista Giuseppe Spagnuolo non si discute, il primo cittadino della città del Sabato invece sì, questo è quello che pensano la maggior parte degli atripaldesi vicini e lontani dalla sua persona.





