Vaccino AstraZeneca. Esiste un nesso con le trombosi.
“Secondo me ormai possiamo dirlo, è chiaro che c’è un’associazione con il vaccino. Cosa causi questa reazione, però, ancora non lo sappiamo”.
Ad affermarlo, in una intervista rilasciata oggi al quotidiano romano “Il Messaggero” è Marco Cavaleri, responsabile della strategia sui vaccini di Ema, l’agenzia europea dei farmaci:
“I casi sono estremamente rari e il rapporto rischi-benefici è sempre a favore dei vaccini.
Ma ora è sempre più difficile affermare che non vi sia un rapporto di causa ed effetto fra la vaccinazione con AstraZeneca e casi molto rari di coaguli di sangue insoliti associati a un basso numero di piastrine”.
Continuano quindi a preoccupare i possibili nessi causa-effetto tra i casi di trombosi e la vaccinazione con il farmaco del gruppo farmaceutica anglo-svedese.
Non è un caso che l’Ema stia lavorando in queste ore ad una nuova raccomandazione aggiornata dopo quella giunta a metà marzo nella quale si dava il via libera dopo la prima sospensione.
In sostanza l’Agenzia europea del farmaco sta cercando di capire se queste reazioni sono riconducibili al prodotto AstraZeneca o alla tipologia dei vaccini a vettore virale.
Mentre si lavora a questa nuova raccomandazione diversi paesi europei hanno deciso di sospendere la somministrazione del vaccino.
Se l’Olanda ha deciso di sospenderne la somministrazione del vaccino per tutti e la Norvegia e la Danimarca hanno al momento stabilito uno stop fino al 15 aprile prossimo, in attesa di avere qualche informazione in più sugli effetti collaterali, altre nazioni hanno optato per alcune limitazioni.
È il caso della Germania, dove il governo Merkel ne ha vietato la somministrazione ai cittadini tedeschi over 60, e della Francia, che ha però abbassato la soglia agli over 55.
E l’Italia? Un’indicazione in merito a quella che potrebbe essere la linea adottata nel nostro
Paese viene fornita dal rappresentante italiano nel Comitato approvazione farmaci dell’Ema, Armando Genazzani, che sulle pagine de “La Stampa” ha dichiarato:
“AstraZeneca riserva tante sorprese: come dimostra l’esperienza inglese è più efficace del previsto, ma ha un rarissimo effetto collaterale sulle donne. L’ideale sarebbe escludere le donne under 55.
L’Ema, però, continua Genazzani, suggerirà di valutare in base alla situazione pandemica nazionale e alla disponibilità di vaccini”.
A chi ora teme per gli effetti collaterali, Genazzani rassicura:
“Il rischio è bassissimo, altrimenti il vaccino non sarebbe stato approvato.
Purtroppo solo dopo la vaccinazione di massa si scoprono questi effetti collaterali rarissimi”. Rimanendo sempre in tema dubbi in merito al vaccino AstraZeneca sul “Corriere della Sera” l’immunologo Alberto Mantovani parlando del vaccino AstraZeneca ha dichiarato:
“Capisco l’esitazione di fronte a messaggi contraddittori, che generano incertezza.
Bene che si analizzino tutti i dati disponibili su possibili eventi avversi in giovani donne, a protezione della salute pubblica.
I casi gravi di trombosi osservati in relazione al vaccino potrebbero essere forse causati, secondo una recente pubblicazione, dalla formazione di autoanticorpi, come succede, in rarissimi casi, durante trattamenti con eparina: una condizione definita Vipt (Vaccine induced prothrombotic immune thrombocytopenia).
Se confermata, l’osservazione potrebbe guidare la diagnosi e la terapia di questi, pur molto rari, eventi avversi.
Per ora l’analisi condotta da Ema sul vaccino Oxford AstraZeneca ha rassicurato sul fatto che non causi un aumento della frequenza di tromboembolia, aspettiamo ulteriori analisi.
In Gran Bretagna non si è osservato un eccesso di eventi tromboembolici nei 20 milioni di persone vaccinate con Oxford AstraZeneca rispetto ai vaccinati con BioNTech Pfizer e rispetto a quanto normalmente atteso.
In Humanitas abbiamo vaccinato oltre 22 mila persone senza problemi inattesi.
Aspettiamo altri dati, ma tre giovani donne della mia famiglia si sono vaccinate con Oxford AstraZeneca e io sono tranquillo”.


