Buoni spesa Decreto Ristori Ter, ecco come ottenerli.
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Ristori ter, con nuove misure atte a sostenere le famiglie.
Grazie a questa misura le persone e famiglie in difficoltà economica potranno ricevere contributi economici per acquistare alimenti, farmaci e beni di prima necessità.
I buoni spesa verranno erogati direttamente dai Comuni italiani, come è già avvenuto nella prima fase della pandemia.
“Al fine di consentire ai comuni l’adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’interno un fondo di 400 milioni di euro nel 2020, da erogare a ciascun comune, entro 7 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sulla base degli Allegati 1 e 2 dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 658 del 29 marzo 2020.
Per l’attuazione del presente articolo i comuni applicano la disciplina di cui alla citata ordinanza n. 658 del 2020. 3.
Le variazioni di bilancio riguardanti l’utilizzo delle risorse trasferite dal Bilancio dello Stato connesse all’emergenza Covid-19 possono essere deliberate dagli enti locali sino al 31 dicembre 2020 con delibera della giunta”, si legge nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Come funzionano i buoni spesa?
Saranno gli enti territoriali a stabilire le modalità di utilizzo dei buoni spesa e ad individuare chi ne ha diritto.
Quindi i cittadini dovranno far riferimento alle regole specifiche indicate dal proprio Comune di residenza com’è avvenuto durante il lockdown dello scorso marzo.
In linea generale secondo le regole indicate la scorsa primavera, due potranno essere le formule possibili di sussidio scelte dai Comuni:
1) buoni spesa da utilizzare per l’acquisto di generi alimentari presso i negozi indicati in un elenco pubblicato dal Comune sul sito istituzionale;
2) acquisto e distribuzione di generi alimentari o prodotti di prima necessità.
A chi spettano i buoni spesa?
I requisiti di assegnazione sono gli stessi adottati a inizio emergenza dai Comuni.
Sarà come abbiamo accennato prima l’amministrazione locale sulla base della nota di indirizzo dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) dello scorso marzo che fa riferimento all’Ordinanza della protezione civile n.658, a definire i criteri di attribuzione del buono spesa e gli aventi diritto.
“L’ufficio darà priorità a quelli non assegnatari di sostegno pubblico ( RdC, Rei, Naspi, indennità di mobilità, cassa integrazione guadagni, altre forme di sostegno previste a livello locale o regionale)
Si rileva che ciò non esclude che le risorse possano essere attribuite anche a percettori di altre forme di sostegno pubblico al reddito, ma nell’attribuzione del contributo dovrà darsi priorità a chi tale sostegno non lo riceve.”
Come potrà essere richiesto il buono?
Sarà il comune di appartenenza a mettere a disposizione dei cittadini un modulo di autocertificazione attraverso il quale far richiesta del buono spesa.
A quanto ammonterà il valore del bonus?
Come per la scorsa tornata gli importi dei buoni spesa per l’emergenza Covid-19 saranno con molta probabilità diversi da territorio a territorio.
L’importo dell’aiuto potrà variare da un minimo di 300 euro a un massimo di 500 euro, a seconda del tipo e dei componenti che fanno parte del nucleo familiare.


