2mila euro di multa per i furbi del lockdown.
Stanno arrivando in questi giorni i primi decreti penali di condanna per chi ha dichiarato il falso nelle autocertificazioni durante il lockdown di marzo.
Nel mirino delle Procure soprattutto i ragazzi sorpresi a chiacchierare con gli amici, che hanno dichiarato alle forze di polizia, che stavano svolgendo attività motoria in prossimità dell’abitazione.
All’atto del fermo, e quando le dichiarazioni non sono risultate convincenti, è scattata la denuncia che oggi ha portato alle prime notifiche penali.
Il reato contestato è quello previsto dall’articolo 483 del Codice penale: falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
La pena base indicata è di due mesi di reclusione, ridotta per il rito e convertita in oltre duemila euro di multa.
Attenzione, non bisogna farsi trarre in inganno, non si tratta di una sanzione amministrativa, come una multa per divieto di sosta, bensì di una multa di tipo penale che resta sul casellario giudiziale.
Si tratta di pene corrispondenti a una condanna in sede penale, con tutto ciò che ne consegue.


