Il 55% degli italiani avverte sempre di più il peso della solitudine, un peso aggravato dalla pandemia.
A rivelarcelo un sondaggio riportato da “Il Sole 24Ore”.
Il sondaggio proposto da Antonio Noto, Direttore dell’Istituto demoscopico IPR Marketing ha messo in evidenza i risvolti emotivi causati dall’emergenza sanitaria e dalle sue norme anti-contagio, che hanno stravolto totalmente la nostra vita limitando i rapporti sociali, quelli lavorativi e gli spostamenti.
A risentire maggiormente di questa situazione sono soprattutto i giovani.
“Dalla nostra ricerca emerge, infatti, che proprio nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni si riscontra la quota più alta, il 32%, di chi dichiara di soffrire spesso di solitudine.
Un livello che scende al 21% tra chi ha invece più di 55 anni.
L’età più protesa verso la progettualità è, dunque, quella a cui la solitudine sta erodendo prospettive, mentre gli anziani sembrano reagire meglio”, scrive Noto.
Ma quali sono le motivazioni che spingono gli italiani a provare questo senso di solitudine?
Secondo i dati raccolti dal sondaggio tra i motivi scatenanti di questo senso di solitudine c’è la difficoltà nel riuscire a frequentare i propri amici, il partner o i parenti.
Le restrizioni, da una grossa fetta di italiani, il 53% di chi si sente più solo e il 37% degli italiani in generale, vengono vissute infatti come una minaccia per le proprie relazioni sociali.
“In questo contesto, scrive il Direttore dell’Istituto demoscopico, c’è il rischio di essere sospinti verso l’isolamento.
Infatti, nel 77% dei casi le persone estranee vengono percepite, sempre dagli italiani più colpiti dalla solitudine, come ostili e minacciose.
Stesso sentimenti anche nei confronti della propria città (59% tra chi si sente solo rispetto al 23% degli italiani), del quartiere in cui si abita (56% rispetto al 19% di tutta la popolazione) e del condominio in cui si risiede (52% anziché 17% di tutti gli italiani)”.
Secondo quanto emerge dal sondaggio questo senso di solitudine porta a maturare una sfiducia non solo nei confronti dei social ma anche della politica.
“Il 53% di chi soffre la solitudine, pur utilizzando i social, scrive ancora Noto, avverte disagio nel doversene servire come canale di contatto con le altre persone, una percentuale che crolla all’11% se si considera il campione di tutti gli italiani.
Appena il 26% di chi si sente in solitudine considera i social un buon veicolo per mantenere le relazioni esistenti”.
Per quanto riguarda invece la sfiducia nella politica, per il 54% di chi si sente in solitudine prevale una sensazione di rabbia e disgusto, molto superiore al 32% tra la generalità degli italiani.
E ancora: se quasi la metà della popolazione si sente adeguatamente rappresentata dalla politica, tra chi soffre di solitudine la quota crolla al 37 per cento.


