Controlli su assembramenti all’uscita da scuola.
Non si arresta il trend di crescita dei contagi in Italia.
L’Esecutivo sembra pronto ad impegnare le forze dell’ordine e i militari per contrastare gli assembramenti nelle aree della movida, ma non solo, anche la scuola con molta probabilità diventerà una sorvegliata speciale.
Nella giornata di ieri la ministra della Pubblica Istruzione, Lucia Azzolina, ha affrontato la delicata questione scuola-Coronavirus con gli esperti dell’Istituto superiore di sanità e del Comitato tecnico scientifico.
Al termine del vertice la Azzolina ha spiegato:
“Dalle prime valutazioni è emerso che, ad oggi, la scuola non ha avuto impatto sull’aumento dei contagi generali, se non in modo molto residuale.
Il sistema scolastico sta tenendo perché si è attrezzato. Ma è convinzione di tutti che serve molta più prudenza in quelle fasi che riguardano il pre e post scuola”.
Serviranno però almeno due o tre settimane per misurare il reale effetto della riapertura delle scuole sulla trasmissione del virus.
Gli studenti positivi al momento sono 1493 gli insegnanti e 116 i casi tra il personale non docente.
Per gli studenti la percentuale è dello 0,021 per cento, una percentuale poco significativa, ma ciò nonostante la presenza di un positivo in classe ha un effetto devastante, perché coinvolge molti altri compagni e insegnanti.
Bastano pochi infetti per paralizzare l’attività didattica o, peggio ancora, se non viene rilevato per tempo è sufficiente un positivo per provocare un cluster.
Viene allora da chiedersi se vengano rispettate le misure anti-Covid.
Il problema della scuola non è quello che succede all’interno dove i protocolli anti-contagio vengono rispettati, ma quello che succede all’esterno.
Purtroppo sono veramente in pochi a rispettare le regole anti contagio, l’uso della mascherina, il distanziamento sociale.
Davanti ai cancelli, e all’uscita, subito dopo la campanella, gli alunni difficilmente frenano il loro entusiasmo di ragazzi o adolescenti, formano gruppo, fanno assembramenti, e spesso non usano la mascherina.
Come ovviare al problema?
Per superare questo paradosso sono necessarie regole severe dentro e davanti la scuola, e proprio per questo che pare che il governo stia pensando di aumentare i controlli all’entrata, ma non solo.
Si sta pensato inoltre di alzare la guardia anche su attività come feste e cene di classe che in tempi normali sono parte della bellezza degli anni scolastici, ma in epoca Covid, purtroppo, sono il moltiplicatore perfetto del contagio.
L’altra arma che, secondo gli esperti, andrà usata, ma solo se la situazione dovesse peggiorare, sarà quella della turnazione delle “lezioni in presenza” alle superiori.
Dovrà essere organizzato un sistema che porti in classe il 50 per cento degli studenti e si affidi alla didattica a distanza, per l’altro 50.


