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14 Aprile 2026
Ultima pubblicazione: 14 aprile 2026 15:38:21
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Attualità

DA MARTEDI’ ADDIO AL SUPERTICKET

Da martedì primo settembre addio al superticket, la quota fissa che i pazienti devono pagare su ogni ricetta per prestazioni diagnostiche e specialistiche.

Ad annunciarlo il ministro della Salute Roberto Speranza su Facebook, postando l’immagine di una croce sull’impegnativa:

“Ogni volta che una persona non si cura come dovrebbe per motivi economici siamo dinanzi a una sconfitta per tutti noi e a una violazione della Costituzione.

Per questo a dicembre abbiamo approvato la norma che entra in vigore dal 1° settembre. Il superticket è sanitario abolito e nessuno lo pagherà più”. 

Cos’è il superticket? 

Il superticket introdotto con una manovra finanziaria nel 2011, anche se volendo essere più specifici avevano reso operativa una norma del 2006 del governo Prodi, è una quota che aggiungeva, 10 euro, al tradizionale ticket, che resta in vigore, su ogni ricetta per le prestazioni ambulatoriali.

Ogni Regione ha avuto la facoltà di applicarlo in piena autonomia. La Liguria, ha applicato direttamente i 10 euro sulla ricetta. Questo ha comportato che prestazioni a costo contenuto, come gli esami di laboratorio di base o le radiografie, hanno avuto improvvisamente aumenti del 30-40%, rendendo così il privato molto competitivo.

In varie regioni negli anni, addietro il superticket era già stato abolito, la prima a farlo era stata l’Emilia Romagna, nel luglio 2018, per redditi fino ai 100.000 euro lordi, poi è stata la volta della Toscana, Friuli Venezia Giulia, Marche e Sardegna.

L’ultima in ordine di tempo, la Lombardia, che aveva deciso di abolirlo a partire dallo scorso primo marzo.

Da martedì il superticket resterà un amaro ricordo per tutte le regioni.

Per approvare la riforma, il governo italiano ha stanziato 550 milioni di euro l’anno.

Tutte le regioni per rimpiazzare gli introiti della tassa riceveranno, nel fondo sanitario nazionale, i fondi necessari. 

I soldi saranno suddivisi tra le regioni facendo riferimento a calcoli precisi che tengono conto della popolazione e dell’età di quest’ultima.

Così, ad esempio, la Lombardia riceverà 92 milioni, il Lazio 53, la Campania 51, il Veneto 45 e il Piemonte 41. 

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