Pronto un piano Covid per contenere i contagi per l’autunno 2020.
Negli ultimi giorni continuano ad aumentare i numeri degli attualmente positivi al Coronavirus, dei pazienti ricoverati nelle terapie intensive e di quelli con sintomi.
Numeri attribuibili, in gran parte ai nuovi focolai che vedono i giovani bersaglio del Covid, spesso traditi dagli assembramenti e della movida.
In vista di una possibile seconda ondata il ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità hanno messo a punto un piano per affrontare un’eventuale seconda ondata di Coronavirus in autunno.
Il documento pubblicato sul sito della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, diffuso con una circolare alle Regioni, agli altri ministeri e a diverse istituzioni, prevede quattro scenari e una check list per fronteggiare un possibile aumento di casi nei prossimi mesi in sicurezza, attraverso una riorganizzazione delle strutture sanitarie, dei posti letto e degli accessi in ospedale.
Nel documento sono elencati quattro diversi possibili scenari per l’epidemia in corso:
“Situazione di trasmissione localizzata (focolai) sostanzialmente invariata rispetto ad oggi”
“Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa ma gestibile dal sistema sanitario”
“Situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario”, fino ad arrivare a una “Situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario”, con valori di indice Rt regionali sistematicamente e significativamente maggiori di 1.5 nel suo intervallo di confidenza inferiore per periodi lunghi (almeno 1 mese).
Per ogni scenario ovviamente sono previste diverse azioni e provvedimenti.
Come abbiamo anticipato in apertura il piano contiene anche una ‘checklist’ per le regioni, atta a “valutare il livello di preparazione dei sistemi sanitari nelle Regioni/PPAA al fine di poter fronteggiare in modo ottimale un eventuale aumento nel numero di nuove infezioni”.
I requisiti richiesti riguardano tutti gli aspetti dell’assistenza sanitaria, dalla rete ospedaliera, che ad esempio dovrebbe avere percorsi dedicati nei Pronto Soccorso per i casi sospetti, alla medicina territoriale, con indicazioni ad esempio per le Rsa, che dovrebbero avere un “Sistema di sorveglianza e monitoraggio epidemiologico e clinico istituito e operativo che consenta l’identificazione precoce di casi sospetti di Covid-19 tra i residenti e gli operatori all’interno di ogni struttura e tempestivo trasferimento presso strutture ospedaliere o alberghiere destinate a soggetti positivi”.
In vista di elezioni e referendum a settembre è stato anche varato un Protocollo Salute-Interno, che prevede accessi contingentati agli edifici che ospitano i seggi, percorsi distinti di entrata e di uscita, rigide misure di distanziamento e obbligo di mascherina per tutti.


