Finalmente a settembre migliaia di alunni italiani potranno ritornare a scuola, lasciandosi alle spalle la problematica didattica a distanza, che con le sue numerose insidie ha fatto letteralmente impazzire alunni, insegnanti e genitori.
In questa che apparentemente può sembrare una buona notizia c’è però un neo, il ritorno sui banchi di scuola non sarà per tutti.
Il Comitato di esperti per la riapertura delle scuole, presieduto da Patrizio Bianchi ha consegnato nelle mani della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina il Rapporto con le indicazioni per la ripartenza degli istituti scolastici.
Il piano di rientro a scuola che dovrà essere rispettato a partire dal prossimo 1° settembre, data in cui partiranno i corsi di recupero per gli studenti che hanno preso insufficienze in pagella, è tutto incentrato sulle distanze.
Distanze che sicuramente creeranno non poche problematiche visti gli spazi abbastanza limitati di molte scuole italiane.
Il piano prevede il rientro per tutti gli alunni della scuola dell’infanzia, elementare e media, per i quali continuare con la didattica a distanza creerebbe numerose difficoltà.
Per gli alunni delle scuole superiori invece ci sarà una didattica mista che prevede un’alternanza tra lezioni in presenza e a distanza.
La loro didattica quindi almeno nella prima parte dell’anno, quando vigeranno ancora le misure di distanziamento in ambienti, sarà ancora costellata dall’odiata Dad.
Ciò si rende necessario a causa del numero di studenti per ogni classe, e delle aule poco spaziose che non permetterebbero di rispettare le distanze imposte, almeno due metri tra un banco e l’altro.
Tra le linee fornite dal Comitato, c’è la ridefinizione dell’unità oraria che non dovrà essere necessariamente di 60 minuti, in modo tale da poter garantire il tempo scuola a tutti.
Gli alunni infatti entreranno a scuola in maniera scaglionata durante l’arco della giornata.
Le linee guide suggeriscono inoltre lezioni non soltanto nelle aule ma anche nei parchi e nei giardini, negli oratori, messi in sicurezza con le necessarie precauzioni, e nelle strutture comunali.
Le scuole, inoltre, potranno fare accordi per progetti con gli enti locali per integrare la didattica, ci sarà quindi più musica, sport, cinema e teatro e più arte.
Neo dolente per molti bambini sarà l’obbligo di indossare la mascherina, obbligo dal quale saranno esentati i bambini delle scuole dell’infanzia.
La mascherina potrà essere abbassata soltanto durante le interrogazioni, mantenendo però una distanza minima tra studente ed insegnante di almeno due metri.


